Agricoltura biologica e sostenibile
È un percorso iniziato negli anni ’60 del secolo scorso e che ha permesso a molte persone di scoprire un territorio montano con un enorme potenziale. Proprio qui si sono sviluppate le filiere attente a colture biologiche e all’agricoltura sostenibile nonostante le difficoltà legate ai cambiamenti climatici e alla carenza di neve e acqua. Una vera avanguardia, un approccio basato sul rispetto delle coltivazioni, attente anche al cambiamento climatico, e alle sue inevitabili evoluzioni. E qui FUTURA ed. 2023 ha trovato la location giusta per esprimere i valori dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusti (ADG) nata senza fini di lucro nel 2016 a chiusura di Expo.
Pur essendo una provincia ricca di acque sorgive e derivanti dagli scioglimenti delle nevi, a fronte dei cambiamenti climatici che sono molto evidenti sulle Alpi, ha saputo razionalizzare l’uso dell’irrigazione, per affrontare un futuro in cui la carenza idrica è prevista - già si nota la riduzione velocissima dei ghiacciai - con la conseguente riduzione delle scorte d’acqua dolce. Su questo tema i Trentini stanno lavorando per proteggere un patrimonio rurale unico al mondo grazie anche a un sistema universitario e l’Istituto Agrario di San Michele, che ha puntato e punta in modo molto attento alla ricerca e al supporto del mondo agricolo locale. Redazione a cura di Olab&Partners. Foto di Luca Riviera #olabnetwork
Alessandro Garofalo Idee Associate
Sono laureato in fisica e, mi occupo di innovazione da oltre 40 anni.
Progetto nuovi prodotti/servizi con approcci e gruppi interdisciplinari mirati a ridurre la complessità e ad aumentare la funzionalità d’uso. Il tutto trasferendo conoscenza collettiva per cercare di garantire futuri concreti ai giovani.
Nella mia vita ho incontrato alcune situazioni che costituiscono il mio filo d’Arianna: l’acqua, lo sbarco sulla Luna, la Lambretta, il Jazz, il Giappone, Boston USA…
Insieme a Michele Rampin ho scritto un libro di casi reali di creatività risolti rompendo paradigmi e ricercando paradossi intrinseci nel problema, per trovare soluzioni originali Come un fisico fallito e uno psichiatra pentito sono andati alla ricerca della formula scientifica dell’innovazione e della creatività e non l’hanno trovata, ma hanno scoperto invece qualcosa di molto più utile e sorprendente, divertendoci un sacco. Aurelia editore Ho prodotto un film dal titolo “Con le mie mani” - https://www.conlemiemanifilm.it/ - sul dopo Vaia per rinsaldare il mio legame con la provincia dove sono nato, il Trentino. Redazione a cura di Olab&Partners. Foto selezionate da Olab&Partners #olabnetwork

L’immortalità imprenditoriale è un gesto d’amore
Coerentemente con la filosofia etica di ADG, Franco Cesaro ci suggerisce una chiave di lettura del fare impresa come atto sociale, di considerarsi parte di un sistema comune che, per continuare a sopravvivere, deve trovare alleanze fra nuove e vecchie generazioni, fra stakeholder e comunità, condividendo valori e comportamenti etici e sostenibili. .
Spesso nella difficoltà emerge il meglio di noi.
Fare impresa è complesso, sicuramente, ma ci pone di fronte al tema del cambiamento, della evoluzione e della costante modifica. La “spirale” inflattiva è uno di questi elementi, di solito dura per un po’ di anni. Vedremo. In ogni caso l’opportunità post pandemica, inflattiva, in tempi di guerra, della crisi generata da qualsiasi cambiamento che viene generato da eventi precipitanti o da lenti piccoli movimenti, va colta in tutti i suoi aspetti. La continuità significa creare un legame forte col passato, cogliendo gli aspetti culturali che ci permettono di vivere un presente consapevole, lanciando lontano, verso il futuro, la nostra visione innovativa. Vuol dire avere coraggio consapevole, che non significa incoscienza, ma significa mettere insieme tutte le parti di un sistema fatto di valori economici, ma, soprattutto, di valori morali, di etica.
È la coerenza la grande forza di chi decide di provarci, sapendo che 8 start up su 10 chiudono entro due anni dalla loro creazione. Magari sono belle idee, ma non sorrette da competenza imprenditoriale.
In questa direzione l’alleanza fra generazioni è molto importante, perché permette di valorizzare un patrimonio costruito con sacrificio ed esperienza (errori compresi), adattandolo ai cambiamenti.
Non è una questione di gestione, ma di capacità di trasformare le idee in piani realizzabili, perché orientati a risolvere problemi della collettività.
Fare impresa è una responsabilità sociale, plurale, non una questione individuale. Ed è ancora un problema di cultura e di educazione. I giovani potranno ascoltare per sbagliare meno, gli anziani dovranno ascoltare per poter insegnare con amore, per poi essere onorati e favorire la loro immortalità attraverso i giovani. Redazione a cura di Olab&Partners. Foto selezionate da Olab&Partners #olabnetwork
Pesci di lago e di torrente del Trentino
Il Trentino vanta tra le sue specialità un’ampia diffusione di pesce d’acqua dolce. Gli allevamenti di trote e di salmerini sono diffusi e hanno sviluppato un’economia di ottimo livello. Sono impianti tradizionali che utilizzano le acque dei torrenti che provengono dai ghiacciai, dove la salubrità è una costante controllata. Le carni che questi pesci d’acqua dolce, che potremmo definire felici si sviluppano lentamente, rispettando i loro ritmi naturali. Sono tra le carni più sane e non hanno apporti chimici alla nostra alimentazione.
Quelle delle trote sono carni tenere, magre, ricche dei positivi benefici di Omega 3, i loro sapori sono delicati. Le trote possono raggiungere dimensioni notevoli senza subire gli interventi massicci ed aggressivi riservati agli allevamenti intensivi. Sono una realtà che meriterebbe ancor più attenzione e riconoscimenti.
I consorzi stanno cercando di ottenere la denominazione DOP, ma c’è qualche problema legato ad alcune interpretazioni burocratiche. Nel frattempo alcune aziende hanno ottenuto la IGP che è una garanzia di qualità degli standard di allevamento produzione e lavorazione, confermata anche dal marchio Qualità Trentino. La varietà di prodotti ottenuti dalle trote sono notevoli, sia in chiave tradizionale, crudi, affumicati a freddo, uova o semi preparati, anche in agrodolce.
Ogni allevatore e trasformatore ha sue ricette segrete e particolari: la tradizione si è evoluta tramite al ricerca e la collaborazione con gli chef del territorio. Ricette, abbinamenti, processi differenti fino alla creazione di ricette nuove per aiutare i clienti a utilizzare al meglio queste delicate carni valorizzandole anche nella preparazione di piatti legati al territorio delle Dolomiti. Molti sono ormai i ristoranti, i rifugi e gli agriturismi che utilizzano il pesce di lago e di torrente anche per aperitivi: perfetti per accompagnare le Bollicine Trentodoc. Redazione a cura di Olab&Partners. Foto selezionate da Olab&Partners #olabnetwork
Andar per Malghe
Le malghe erano i luoghi dove le mucche salivano nei mesi estivi, per consentire ai contadini di incamerare il fieno indispensabile per sfamare le mucche nei lunghi e freddi mesi invernali, e produrvi ottimi formaggi di Malga. Formaggi così speciali perché ogni pascolo possiede una biodiversità vegetale in grado di fornire sapori, profumi e consistenze differenti da zona a zona, ma, anche, di mese in mese. La Provincia Autonoma del Trentino negli ultimi vent’anni ha ristrutturato e rinnovato il suo patrimonio di Malghe in quota, dove salgono le vacche ogni estate, come un tempo, trasformando la montegada e des-montegada in pittoreschi eventi esperienziali per appassionati e turisti. Una delle più famose e storiche è quella della Val di Fiemme.
Il turismo ha fatto evolvere la permeanza estiva dei malgari, le malghe sono state ricostruite, ripensate per diventare punti di accoglienza. Molto è stato fatto anche per evolvere il ruolo e la professione del malgaro che cura gli animali, produce da sempre i formaggi e, oggi, è anche ristoratore. I luoghi delegati alla ristorazione, per cui anche le nuove e attrezzate malghe attuali, entrano a pieno titolo nei più conosciuti eno-turismo, oleo-turismo, birra-turismo. Il grande vantaggio delle malghe è che sono diffuse in tutti i Comuni del Trentino proprio perché fungevano da salvaguardia economica della vita dei contadini di allora. Per cui il recupero degli spazi d’alta quota perpetua un rito ancestrale alla stregua della transumanza.
ADG organizza il suo evento FUTURA ed. 2023 proprio in Trentino, dove la qualità del vivere è una realtà che si può toccare con mano. La rigenerazione, che sta alla base della capacità della natura di proteggere sé stessa e di ripartire, è insita anche nel carattere tenace e resiliente dei trentini, che da sempre hanno vissuto in luoghi difficili e oggi anche fragili. Per valorizzare questa capacità di reinventarsi ecco il progetto FUTURA, che ha come obiettivo la ricerca di ogni mutamento significativo che avverrà nei prossimi anni, ma che spesso è un reinventarsi del passato con modalità innovative e inedite. Redazione a cura di Olab&Partners. Foto selezionate da Olab&Partners #olabnetwork
Birre artigianali perché tanto successo?
La birra artigianale italiana gode di un momento di alta visibilità, i consumi aumentano, tanto che si può parlare di un vero e proprio fenomeno anche rispetto all’export, nonostante la birra artigianale incida nei consumi solo per il 4% (AssoBirre 2021). Proprio a questo prodotto di nicchia fortemente ancorato al territorio di produzione si deve l’interesse dei consumatori e turisti sempre alla ricerca di nuovi stimoli ed esperienze gustative.
I birrai nostrani, infatti, hanno saputo mettersi alla prova con produzioni di nicchia che hanno conquistato il gusto e il palato di una grande clientela. La capacità di sperimentare e mettersi alla prova ha fatto il resto. All’estero ricercano le birre italiane per la fantasia con cui sono realizzate introducendo sentori, profumi e abbinamenti on prodotti legati al territorio che fanno di ogni proposta una esperienza di tasting unica e irripetibile. Ognuna ha saputo crearsi una nicchia di estimatori che seguono con passione le evoluzioni di ogni tostatura e cotta.
La mancanza di materie prime locali è uno degli elementi che limita un poco l’estro dei nostri mastri-birrai. La scarsità di orzo e luppolo locale ha fatto fare una serie di scelte aziendali. Molti birrai stanno investendo in terreni dove coltivare i propri ingredienti per avere la garanzia di una produzione ancora più originale ed unica, a filiera corta e completamente tracciabile. È un impegno che potrebbe modificare i nostri panorami anche in ambito paesaggistico. Anche le associazioni auspicano un avvicinamento dell’imprenditoria agricola verso queste materie prime che potrebbero garantire un certo valore aggiunto all’impresa agricola.
A dimostrazione dell’interesse per il mondo delle birr artigianali si moltiplicano i corsi di avvicinamento alla professione. C’è chi ne offre uno di una settimana nella loro sede, se vinci un certo concorso a premi, coinvolgendo il Mastro birraio di fama e così via. Anche gli influencer della birra si moltiplicano segnale di buona salute del settore. La birra artigianale è un prodotto che interessa molto i giovani e che si muove con le leggi ed i linguaggi delle tribù come ricorda sempre Domenico Fucigna, link al redazionale sul personaggio futurologo che sarà ospite del talk di FUTURA il 7 marzo ore 9.00 alla Magnifica Comunità della Val di Fiemme. Redazione a cura di Olab&Partners. Foto selezionate da Olab&Partners #olabnetwork
Tornare a sognare di fare l’imprenditore
Le imprese italiane e quelle familiari in particolare rischiano di scomparire cioè di non aver ricambio generazionale, e spesso ci siamo chiesti: perché? Franco Cesaro e il suo team operano per salvarle facendo entrare le giovani generazioni di imprenditori a fianco dei senior che devono cambiare i paradigmi gestionali.
Il tema di fondo è la voglia di fare impresa, di rischiare, di lasciare un segno del proprio passaggio nel nostro mondo, oggi complesso. Il centro della nostra economia è l’imprenditore senza il quale non c’è lavoro, ricchezza, investimenti, innovazione, rapporto col territorio e l’ambiente. Cioè non c’è sostenibilità, senza imprenditori.
Oggi il saldo fra imprese morte e imprese nate tocca le donne, i giovani sotto i 35 anni, i migranti che, facendo figli più di noi, ci permetteranno di avere clienti, nel futuro. Questi dati ce li fornisce l’ISTAT nella sezione demografia industriale.
Conoscete forse qualche genitore che dice ai figli “studia, risparmia, viaggia, conosci, perché appena puoi creerai una nuova impresa”? Tra l’altro, ovunque, si insegna a gestire l’impresa, a fare i manager. Chi insegna a gestire le persone, ad entrare in banca a farsi un debito, a farsi consegnare le materie da un fornitore, a gestire il fisco, i clienti esigenti e spesso arroganti, ad imparare dalla storia, dalla concorrenza, ad avere orgogliosamente dei Maestri (non necessariamente i genitori) …? Non molti mi pare, anzi l’aspetto demotivante è molto forte.
Due terzi delle imprese familiari italiane non passano alla seconda generazione e solo il 9% alla terza. I motivi li conosciamo tutti e il nostro studio ci lavora da oltre 40 anni, insieme, cercando di salvare le imprese, ma, contemporaneamente, di salvare le famiglie, spesso distrutte da conflitti che, sovente, nascono per motivi economici, per le fatiche, per le solitudini, per il non stare insieme.
La strada è quella di una “pedagogia” rivolta all’imprenditore, il nuovo, ma anche il vecchio, che riscopra la passione, l’amore per la “creazione”, per le sfide difficili, non impossibili, per la cultura del prodotto e per la propria terra, in una logica di multiculturalità e multidisciplinarietà. Redazione a cura di Olab&Partners. Foto selezionate da Olab&Partners #olabnetwork
Le bollicine Trentodoc in FUTURA ed. 2023
Gli Ambasciatori del Gusto saranno accolti in Trentino dalle bollicine di montagna Trentodoc, che accompagneranno alcuni momenti significativi della tre giorni.
Un metodo classico di qualità, prodotto con sole uve trentine. Espressione del territorio, frutto di un rigido disciplinare, adottato dalle 67 case spumantistiche associate, dislocate in tutta la Provincia. Questo è Trentodoc, un marchio collettivo che ha fatto emergere molti produttori anche di piccole e medie dimensioni, dall’alto profilo qualitativo, che da soli forse non avrebbero potuto avere uno sviluppo così importante. Aziende storiche che si sono rinnovate ampliando la gamma del metodo classico, ma anche aziende nuove, che si sono avvicinate con un'offerta variegata e di grande qualità.
Con un mercato in crescita, sia in Italia che all’estero. Il lavoro comune dell’Istituto Trento Doc ha prodotto un fatturato complessivo di oltre 150 ml di euro nel 2021,
Le cantine produttrici Trentodoc hanno creato una incredibile varietà di tipologie, proposte e affinamenti, che la rendono una bollicina sempre interessante ed elegante. Versatile e innovativa riesce a stimolare anche il più esigente dei degustatori, in una gamma vastissima di possibilità che accompagneranno alcuni momenti conviviali durante l’evento FUTURA 2023 accompagnando a tutto pasto le tante proposte culinarie, dalle più impegnative ai momenti più informali. Redazione a cura di Olab&Partners. Foto selezionate da Olab&Partners #olabnetwork
Magnifica Comunità indipendente da mille anni
Uno dei pochi eventi aperti al pubblico di FUTURA ed. 2023 si terrà all’interno di questo palazzo millenario che rappresenta l’autonomia degli abitanti della Val di Fiemme da circa un millennio. All’interno della Sala del Consiglio dove la Comunità dibatteva e prendeva decisioni a favore della gestione dei beni collettivi. In questa sala si terrà il convegno IMMAGINARE IL FUTURO è POTERE, con un parterre di ospiti di eccezione e mai come in questo edificio tale tema ci pare più che appropriato. La Magnifica Comunità è un'antica istituzione che svolge il ruolo di punto di riferimento per i suoi abitanti e ne ha governato le sorti valorizzandone il grande senso di appartenenza. Un capolavoro architettonico recentemente ristrutturato e agibile, la sede della Magnifica Comunità di Fiemme è anche l’ente che da secoli si identifica con questa bellissima valle alpina.
Attualmente la Magnifica Comunità di Fiemme rappresenta la popolazione di 11 Comuni. Oltre alla difesa delle tradizioni locali, amministra un ingente patrimonio boschivo, il cui ricavato è destinato alla promozione ed allo sviluppo economico della valle. Un costante impegno, per il miglioramento delle condizioni socioculturali ha portato alla realizzazione di molti progetti. La SS 48 delle Dolomiti, la centrale idroelettrica, l'ospedale di Fiemme e una serie di interventi a favore di enti ed associazioni locali nel campo dell'istruzione, della cultura e della protezione civile.
L'ente comunitario amministra, un territorio di 20.500 ettari la metà dei quali coltivato a bosco. Si tratta di un importante patrimonio forestale, al quale si sommano una serie di baite e malghe in via di recupero, ed una serie di beni mobili ed immobili, quali la segheria di Ziano e due vivai forestali. L'amministrazione di questi “beni collettivi” avviene oggi, come in passato, attraverso una serie di rappresentanti eletti nei singoli paesi o regole. Questo modo di gestire i beni collettivi attraverso un’attività di costante condivisione e negoziazione, la rende per certi versi molto vicina all’Associazione degli Ambasciatori del Gusto. Eticità, gestione del bene comune, sostenibilità sono valori che accomunano le due realtà seppur con obiettivi diversi. Gli 11 comuni della Magnifica Comunità Val di Fiemme sono: Trodena, Castello-Molina di Fiemme, Carano, Daiano, Varena, Cavalese, Tesero, Panchià, Ziano di Fiemme, Predazzo e Moena. La valle di Fiemme è tra le più affascinanti e suggestive località che caratterizzano il Trentino Alto Adige. Le innumerevoli bellezze naturalistiche ne fanno un luogo molto celebre. Redazione a cura di Olab&Partners. Foto selezionate da Olab&Partners #olabnetwork
Esperienze dalla unicità irripetibile
Alessandro Garofalo, fisico ed esperto di innovazione e creatività, ci racconta la sua visione rispetto a scenari da un punto di vista internazionale
“Vedo sempre più aprirsi la strada a nuove complessità, per cui agli operatori suggerisco di puntare a creare esperienze che si interiorizzino nella memoria del cliente, in modo tale da creargli una sequenza di unicità irripetibile. Non più vendere qualcosa, un piatto o un menu, ma creare un significato, questo dovrebbe essere il MANTRA. Il tutto condito da un kit di contenuti da utilizzare per una condivisione social del proprio stato, con la propria figura in primo piano, all’interno di una cornice dove l’essere del cliente si possa esprimere al meglio.”
La compartecipazione è il tema marketing che si è accentuato con la prepotente entrata dei social media, ormai veri e propri strumenti di vita. Molti pensano che essere così avvolti e esposti complichi la vita.
“I nuovi clienti futuri, i giovani di oggi Generazione Z, Alfa e tutte quelle che si susseguiranno sono costantemente connessi e altamente ingaggiati.
Bisogna creare comunità, dialogare con loro senza monologhi, ma creando empatia e “affetti” speciali – racconta Alessandro - ascoltarli e consentire loro di narrare la storia dell’azienda, che non è il nostro modo di imprenditori e, spesso, fondatori. La manualità e la multi sensorialità che il mestiere permette, penso sia la garanzia per attrarre ancora giovani che abbiano la voglia di sperimentare, teoria e pratica, in un mix efficace.
Attenzione: senza l’apporto della “vecchiaia” la brigata non può avere un buon futuro! Ma i senior devono essere umili, altrimenti non lasciano spazio al futuro e i giovani se ne vanno!” Redazione a cura di Olab&Partners. Foto selezionate da Olab&Partners #olabnetwork









