L'Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha partecipato al Prologo della VI edizione di Vicoli Vivi – Da qualche parte al Sud
L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha partecipato al Prologo della VI edizione di Vicoli Vivi – Da qualche parte al Sud.
Venerdì 17 luglio, nello storico Palazzo Ferrazzi di Supersano (Lecce), l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha partecipato al Prologo della VI edizione di Vicoli Vivi – Da qualche parte al Sud, la manifestazione promossa dalla Pro Loco di Supersano APS e sostenuta dal contributo della Regione Puglia – Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Ambientale, nata per valorizzare il patrimonio culturale, umano ed enogastronomico dei borghi del Mezzogiorno.
A rappresentare l’Associazione è stato il Direttore Generale Gianluca De Cristofaro, tra i protagonisti del talk inaugurale dedicato al tema “Da qualche parte al Sud”, filo conduttore dell’edizione 2026. Un momento di confronto che ha posto al centro il valore dell’identità territoriale, della cultura gastronomica e delle opportunità che nascono quando comunità, istituzioni e realtà associative collaborano per promuovere e valorizzare i propri territori.
Ad aprire la serata, dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Supersano Bruno Corrado, è stato il Presidente della Pro Loco di Supersano APS, Luca Cafiero, che ha illustrato la visione alla base di Vicoli Vivi, definendolo non soltanto un evento culturale, ma un vero progetto di comunità capace di trasformare le radici del territorio in occasioni di crescita, partecipazione e sviluppo.
Accanto a Gianluca De Cristofaro sono intervenuti Danilo Beltrante, imprenditore sociale, saggista e fondatore di Vivere di Turismo, e Fabrizio De Fazio, Human Resources Manager nel settore Fashion Retail, offrendo riflessioni sul turismo rigenerativo, sulla valorizzazione del capitale umano e sulle opportunità che i piccoli borghi possono offrire a chi sceglie di restare o di tornare.
Nel suo intervento, Gianluca De Cristofaro ha evidenziato come la cultura enogastronomica rappresenti uno dei principali strumenti di valorizzazione dei territori, sottolineando l’importanza di raccontare con competenza e autenticità le produzioni, le tradizioni e le persone che rendono unico ogni luogo. Un patrimonio che, se adeguatamente valorizzato, può diventare un motore di sviluppo sostenibile e di crescita per le comunità locali.
La serata ha ospitato anche gli interventi di Chiara Ferrazzi, Alberto Pepe e della stilista Romina Corrado, che, attraverso esperienze e percorsi differenti, hanno raccontato il valore della creatività, della ricerca e dell’artigianato come strumenti per rafforzare l’identità e l’attrattività del territorio.
A concludere l’incontro sono stati i ringraziamenti di Roberto Fersino, Consigliere della Pro Loco di Supersano APS, che ha ricordato come Vicoli Vivi sia il risultato dell’impegno condiviso di volontari, associazioni, istituzioni e cittadini, uniti dalla volontà di promuovere e valorizzare il proprio paese.


Ambasciatori del Gusto e Fondazione Costruiamo il Futuro ETS: un'alleanza per valorizzare territori, imprese e cultura gastronomica
Ambasciatori del Gusto e Fondazione Costruiamo il Futuro ETS: un’alleanza per valorizzare territori, imprese e cultura gastronomica
Promuovere i territori attraverso la cultura gastronomica, valorizzare le eccellenze italiane e creare nuove opportunità di crescita per imprese e comunità. È con questo obiettivo che lo scorso 13 luglio l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto e la Fondazione Costruiamo il Futuro ETS hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa che segna l’avvio di una collaborazione fondata sulla condivisione di competenze, esperienze e visioni.
L’accordo nasce dalla consapevolezza che la cucina italiana rappresenti molto più di un patrimonio gastronomico: è un motore di sviluppo culturale, sociale ed economico, capace di generare connessioni tra imprese, istituzioni, professionisti e comunità locali. Un linguaggio universale che racconta i territori, ne valorizza le identità e contribuisce a costruire nuove prospettive di crescita.
A sottoscrivere il Protocollo sono stati Maurizio Lupi, Presidente della Fondazione Costruiamo il Futuro ETS, Cesare Battisti, Segretario Generale dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, e Gianluca De Cristofaro, Direttore Generale dell’Associazione, sancendo l’inizio di un percorso condiviso orientato alla realizzazione di iniziative, eventi e momenti di confronto dedicati allo sviluppo del settore.
La cucina italiana come leva di sviluppo
La collaborazione si inserisce pienamente nella missione dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, da sempre impegnata nella tutela, nella promozione e nella diffusione della cultura gastronomica italiana. Un impegno che si traduce quotidianamente nella valorizzazione delle materie prime, nella promozione delle produzioni di qualità, nella salvaguardia delle identità territoriali e nella trasmissione delle competenze alle nuove generazioni.
Nel corso dell’incontro, Cesare Battisti ha ribadito come il futuro della cucina italiana passi inevitabilmente dalla capacità di investire nella formazione, nel passaggio di conoscenze e nella costruzione di una filiera sempre più consapevole e qualificata. Un percorso che prende vita nei territori, dove tradizioni, produzioni locali e cultura d’impresa si incontrano per dare origine a un patrimonio unico e irripetibile.
Il territorio al centro della collaborazione
Il territorio rappresenta il filo conduttore che unisce la visione delle due realtà. Da una parte la Fondazione Costruiamo il Futuro ETS, impegnata nel sostenere progettualità a favore delle comunità e del tessuto associativo; dall’altra Ambasciatori del Gusto, che attraverso il lavoro dei propri associati contribuisce ogni giorno a raccontare l’Italia del gusto come leva di sviluppo, innovazione e crescita.
La volontà condivisa è quella di costruire una rete capace di mettere in dialogo professionalità, imprese e istituzioni, valorizzando il patrimonio gastronomico come strumento di promozione dei territori e di crescita economica e sociale.
Una rete di competenze per il futuro
La firma del Protocollo rappresenta molto più di un accordo formale. È la volontà concreta di costruire una rete di relazioni capace di mettere a sistema competenze, esperienze e progettualità, favorendo occasioni di networking, confronto e collaborazione tra il mondo della gastronomia, quello imprenditoriale e le istituzioni.
L’obiettivo è dare vita a iniziative condivise in grado di generare valore diffuso, promuovendo la cultura gastronomica come elemento strategico per la crescita dei territori e per la competitività del Paese. Perché investire nella cucina italiana significa investire nelle persone, nelle imprese, nelle produzioni locali e nelle comunità che ogni giorno contribuiscono a renderla un’eccellenza riconosciuta nel mondo.
Guardare al futuro attraverso la cultura del gusto
Con questa nuova intesa, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto conferma il proprio ruolo di interlocutore autorevole e di soggetto capace di creare connessioni tra mondi diversi, favorendo sinergie che trasformano la cultura del cibo in un’opportunità concreta di sviluppo economico, sociale e culturale.
Un percorso che guarda al futuro partendo da ciò che rende unico il nostro Paese: il valore delle persone, dei territori e delle loro straordinarie eccellenze, nella convinzione che la cucina italiana continui a rappresentare uno dei più efficaci strumenti di promozione e crescita per l’Italia.


BUT GOURMET 2026: la quinta edizione rinnova l'incontro tra alta cucina e solidarietà
BUT GOURMET 2026: la quinta edizione rinnova l’incontro tra alta cucina e solidarietà
Si è confermato anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi dell’estate in Alta Val Formazza: BUT Gourmet, l’iniziativa giunta alla sua V Edizione che unisce gastronomia e solidarietà come anteprima della corsa in montagna BUT – Bettelmatt Ultra Trail, ha regalato un’altra giornata all’insegna del gusto, della convivialità e dell’impegno sociale.
L’edizione 2026, la quinta della manifestazione, ha rinnovato la collaborazione con l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, portando nel cuore di Riale dieci professionisti che, insieme, hanno dato vita a un’esperienza gastronomica immersa nella natura.
A rappresentare l’Associazione erano presenti Andrea Pensa, Aurora Mazzucchelli, Cesare Battisti, Giancarlo Morelli, Renato Bosco, Corrado Scaglione, Marco Sacco, Matteo Sormani, Fabio Sisti ed Eleonora Andriolo. Insieme hanno firmato un percorso gastronomico pensato per valorizzare le eccellenze della Val Formazza e i prodotti del territorio, interpretandoli con la propria identità culinaria.
Oltre 120 ospiti hanno preso parte al pranzo, condividendo una lunga tavolata allestita tra i prati di Riale, in uno degli scenari più suggestivi delle Alpi. Un momento di convivialità che ha saputo coniugare l’alta cucina con la bellezza del paesaggio montano, rendendo ancora una volta protagonista il territorio.
Il ricavato della manifestazione sarà destinato alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Domodossola, che nel 2026 celebra il 60° anniversario di fondazione. I fondi raccolti contribuiranno all’acquisto di una nuova ambulanza fuoristrada destinata alle attività di soccorso sul territorio montano.
Con la quinta edizione, BUT Gourmet conferma il proprio format, capace di mettere in dialogo cucina d’autore, valorizzazione del territorio e solidarietà, grazie alla collaborazione tra chef, produttori, volontari e organizzatori. Un appuntamento che continua a crescere e a fare della gastronomia un’occasione di incontro, condivisione e sostegno concreto al territorio.




Ambasciatori del Gusto a Identità Milano 2026: la libertà di pensare al centro del futuro della ristorazione
Per tre giorni, in occasione di Identità Milano 2026, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha trasformato il proprio stand in un autentico laboratorio di idee, confronto e condivisione. Non solo uno spazio istituzionale, ma un punto di incontro dinamico che ha
accolto chef, giornalisti, produttori, partner e professionisti della filiera per riflettere insieme sulle trasformazioni che stanno interessando il mondo della ristorazione.
Interviste ai protagonisti della gastronomia italiana, degustazioni, incontri con i Partner dell’Associazione e momenti di dialogo aperti hanno scandito le tre giornate del congresso, dando vita a un racconto corale in cui cucina, ospitalità, cultura e innovazione si sono intrecciate. Un’occasione per ascoltare punti di vista diversi, condividere esperienze e approfondire i temi che oggi definiscono il presente e il futuro del settore, in
piena sintonia con il tema dell’edizione 2026: “Identità Future: la libertà di pensare”
Uno spazio per condividere idee e visioni
Il tema dell’edizione 2026, “Identità Future: la libertà di pensare”, ha rappresentato il filo conduttore di numerosi incontri ospitati presso lo stand di Ambasciatori del Gusto.
Attraverso interviste, degustazioni e momenti di approfondimento, l’Associazione ha promosso una riflessione sul ruolo culturale della cucina italiana e sulla necessità di costruire un dialogo sempre più aperto tra professionisti, territori e filiere.
Tra i protagonisti, Carlo Cracco ha posto l’attenzione sul valore della memoria come strumento per costruire il futuro: «La cucina dell’oggi va messa per iscritto. Dobbiamo
usare quello che è stato il passato, farlo nostro e poi creare il nuovo.»
Una visione che invita a custodire il patrimonio gastronomico italiano senza rinunciare alla capacità di innovare.
La cucina come patrimonio culturale
Il tema dell’identità gastronomica è stato approfondito anche da Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana, che ha evidenziato il valore del recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO.
«Oggi siamo tutti più consapevoli del valore culturale della cucina italiana. Non parliamo soltanto di ricette, ma di territori, filiere, persone e identità.»
Una consapevolezza che rafforza il ruolo di Ambasciatori del Gusto nel promuovere una visione condivisa della gastronomia italiana e nel rappresentarne le istanze presso le istituzioni.
Nuovi linguaggi per raccontare la ristorazione
Per Antonia Klugmann, la cucina continua a essere un esercizio di osservazione e curiosità: «Bisognerebbe osservare la natura con gli occhi di una bambina che ogni volta ci vede qualcosa di nuovo.»
Un invito a mantenere vivo quello sguardo capace di trasformare ogni ingrediente in un’occasione di ricerca e interpretazione. Sullo stesso tema è intervenuto anche Gabriele Zanatta, giornalista di Identità Golose, che ha sottolineato come oggi la cucina non possa
più essere osservata soltanto attraverso il piatto.
«Le cose stanno cambiando in modo vorticoso. Oggi diventa sempre più centrale tutto ciò che riguarda l’ospitalità, non solo il piatto all’interno di un ristorante. L’enogastronomia è finalmente percepita come una scienza, al pari della fisica, della chimica e della psicologia,
e prima impariamo a far dialogare questi mondi, meglio è.»
Parole che riflettono perfettamente la missione di Ambasciatori del Gusto: creare connessioni tra competenze diverse e favorire una lettura sempre più ampia e
contemporanea del settore.
Il valore della filiera e della comunicazione
Durante il congresso, i Partner dell’Associazione hanno animato lo stand con degustazioni e momenti di incontro dedicati alla valorizzazione della filiera agroalimentare italiana.
Parallelamente, si è riflettuto anche sul ruolo dell’informazione gastronomica. Carlo Passera ha evidenziato come il panorama della comunicazione sia oggi più ricco e articolato che in passato, ma richieda allo stesso tempo maggiore capacità di approfondimento e spirito critico per distinguere contenuti autorevoli da comunicazioni superficiali.
Costruire il futuro insieme
Tra i temi affrontati anche il benessere delle brigate, il ricambio generazionale e la necessità di rendere il settore sempre più attrattivo per i giovani professionisti.
In questo contesto, Gabriele Zanatta ha riconosciuto uno degli aspetti più significativi del lavoro svolto dall’Associazione: «Ambasciatori del Gusto è riuscita a far fare squadra agli chef e continua a crescere, facendo sedere allo stesso tavolo persone che storicamente
hanno sempre fatto fatica ad andare d’accordo pur appartenendo alla stessa categoria.
Questo, secondo me, è un grande punto di forza.»
La partecipazione a Identità Milano 2026 conferma così il percorso che Ambasciatori del Gusto porta avanti da oltre dieci anni: promuovere il dialogo tra professionisti, valorizzare la cultura gastronomica italiana e costruire una rete sempre più forte, inclusiva e rappresentativa.
Tre giorni di incontri, confronti e nuove prospettive che hanno ribadito come il futuro della cucina italiana passi dalla capacità di condividere competenze, creare relazioni e
trasformare la libertà di pensare in una responsabilità collettiva.





Grand Tour del Gusto 2026: il progetto degli Ambasciatori del Gusto che racconta l’Italia attraverso territori, tradizioni e cucina contemporanea
Grand Tour del Gusto 2026: il progetto degli Ambasciatori del Gusto che racconta l’Italia attraverso territori, tradizioni e cucina contemporanea
Prende il via il Grand Tour del Gusto, il progetto itinerante di eventi aperti al pubblico che celebrano la ricchezza enogastronomica italiana attraverso il racconto di territori, prodotti, tradizioni e visione contemporanea della cucina.
Partito nel 2024, il Grand Tour del Gusto per la terza edizione evolve ampliando il proprio raggio d’azione all’intero territorio nazionale, da Nord a Sud, rafforzando il dialogo tra culture gastronomiche e valorizzando la straordinaria biodiversità italiana.
Ideato e curato dagli Ambasciatori del Gusto con il supporto del Club dei Partner dell’Associazione, il progetto si conferma un format costruito su misura per il cliente capace di mettere in relazione professionisti, aziende e territori attraverso una serie di eventi enogastronomici “a più mani” ospitati nelle sedi degli associati ADG su tutto il territorio nazionale.
Ogni appuntamento nasce dalla collaborazione tra più professionisti dell’Associazione (chef, pizzaioli, panificatori, gelatieri, sommelier, et.) che reinterpretano i piatti della tradizione in chiave contemporanea. Un dialogo costante tra passato e presente che trasforma ogni tappa in un’esperienza immersiva, pensata per valorizzare le identità locali e costruire una narrazione autentica e condivisa della cucina italiana.
Il Grand Tour del Gusto si configura così come un vero progetto gastronimoco-culturale: una piattaforma di racconto corale dei territori in cui materie prime d’eccellenza, filiere produttive, tecniche di cucina e innovazione convivono in un’esperienza capace di raccontare il valore della ristorazione italiana contemporanea.
Al centro dell’iniziativa la volontà di promuovere il saper fare italiano, sostenere le produzioni locali e valorizzare il ruolo della ristorazione come strumento di diffusione di identità, qualità e cultura.
Il progetto è potenziato anche grazie al supporto del Club dei Partner dell’Associazione, realtà che rappresentano l’eccellenza del comparto agroalimentare e della filiera enogastronomica italiana, contribuendo alla caratterizzazione dei singoli appuntamenti e alla diffusione di una cultura della qualità condivisa.
Con questa edizione, gli Ambasciatori del Gusto rinnovano il proprio impegno nella promozione della cultura enogastronomica italiana attraverso un percorso itinerante che unisce territori, professionisti e imprese in un grande racconto collettivo dedicato alla cucina italiana contemporanea.
Per partecipare e visionare il calendario delle tappe e tutti gli aggiornamenti del progetto:
https://ambasciatoridelgusto.




Materia Viva | Masterclass di cucina – pasticceria – mixology
Materia Viva | Masterclass di cucina – pasticceria – mixology
Si è svolta lunedì 25 maggio 2026 presso la sede di Electrolux Professional a Pordenone la masterclass “Materia Viva: polveri vegetali e precisione creativa”, progetto promosso da Ordine Contadino in collaborazione con Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto.
L’evento ha riunito professionisti della cucina, della pasticceria e della mixology per una giornata di formazione e confronto dedicata all’utilizzo delle polveri vegetali naturali come strumento di innovazione gastronomica. Attraverso dimostrazioni pratiche, approfondimenti tecnici e momenti di sperimentazione, la masterclass ha offerto ai partecipanti nuovi spunti operativi e creativi, mettendo in dialogo ricerca, materia prima e tecnologia.
Il cuore del progetto è l’integrazione di competenze uniche e sinergiche. Electrolux Professional ha guidato le attività laboratoriali mettendo in campo innovazione tecnologica ed esperienza professionale, Ordine Contadino ha valorizzato l’evento con lo studio delle materie prime vegetali e il legame con la natura, gli Ambasciatori del Gusto (AdG) hanno potenziato la formazione, offrendo il confronto tra professionisti e un dibattito concreto sul futuro del settore attraverso la voce dei propri professionisti.
Nel “Savory Lab”, dedicato alla cucina, Luca Zotti del Ristorante Lusernarhof e Associato AdG, Davide Larise e Paolo Pettenuzzo per Electrolux Professional, Matteo Zanus di Cucina Teochef, Guglielmo Baron per Ordine Contadino hanno mostrato applicazioni tecniche e creative delle polveri vegetali naturali, esplorandone il potenziale nella costruzione di nuovi linguaggi culinari.
Lo “Sweet Lab” ha invece approfondito il tema della pasticceria contemporanea attraverso il lavoro di Manuel Marzari, professionista della pasticceria innovativa e Associato AdG, che ha guidato i partecipanti in un percorso dedicato a precisione, equilibrio e creatività applicati al mondo dei dessert.
Spazio infine al “Drink Lab”, dedicato alla mixology contemporanea, con gli interventi di Matteo Negro di Squisi Vittorio Veneto e Francesco Neri di Fresco – Cocktails & Tapas, che hanno approfondito il rapporto tra ingredienti in purezza, tecnica e identità territoriale nella costruzione di nuove esperienze di miscelazione.
La partecipazione degli Ambasciatori del Gusto ha confermato ancora una volta l’impegno dell’Associazione nel promuovere occasioni di aggiornamento professionale, formazione e condivisione di competenze, favorendo il dialogo tra professionisti e realtà che operano ogni giorno per l’evoluzione della ristorazione italiana contemporanea.




"Il Bello del Selvatico”: gli Ambasciatori del Gusto promuovono una cultura gastronomica sostenibile e consapevole
“Il Bello del Selvatico”: gli Ambasciatori del Gusto promuovono una cultura gastronomica sostenibile e consapevole
A Cavalese (TN), il 18 e 19 maggio, agricoltori, produttori, cacciatori, veterinari, chef, giornalisti e istituzioni si sono riuniti in una tavola rotonda per ridisegnare i confini di un
tema complesso, tra gestione del territorio, etica, sostenibilità e cultura gastronomica.
Il tema del “selvatico” oggi in Italia registra molteplici criticità, dovute perlopiù al mancato dialogo dei vari attori del comparto. Discuterne, oggi, significa accettare un terreno fatto di interrogativi complessi. In pieno spirito di comunità e con la visione che contraddistingue l’Associazione, gli Ambasciatori del Gusto hanno deciso di affrontare questo tema, non per trovare risposte immediate, ma accogliere un insieme di dubbi che, nel tempo, guideranno verso una nuova sensibilità. L’obiettivo è scardinare i vecchi luoghi comuni per superare una visione parziale e spesso distante dalla realtà.
Durante l’incontro, promosso e sostenuto dal Presidente degli Ambasciatori del Gusto Alessandro Gilmozzi e dalla sua famiglia, a cui hanno partecipato i rappresentanti della filiera, giornalisti, Enti e Istituzioni, sono emersi dati significativi sulla gestione delle risorse, partendo da un paradosso nazionale: il 90% della selvaggina consumata in Italia proviene dall’estero e una grande quantità di cacciagione edibile nostrana viene sprecata. La causa, principale, risiede nella mancanza di una filiera certificata e diffusa, indispensabile per garantire tracciabilità, sicurezza e sostenibilità economica.
L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto già da alcuni anni è attiva e collabora con la filiera per superare queste criticità, nell’intento di creare una norma per una regolamentazione. L’idea, come già avvenuto analogamente per altre tematiche, è quella di convogliare e condividere le buone pratiche già attive in varie Regioni d’Italia, stimolare una riflessione comune utile a redigere una proposta per il Legislatore, in modo che venga adottata su scala nazionale. Una necessaria riflessione sulla necessità di costruire una filiera italiana tracciata, garantita e valorizzata, capace di trasformare una risorsa del territorio in opportunità culturale, gastronomica ed economica.
Il confronto tra produttori, territori e istituzioni, ha permesso di fotografare la situazione attuale, stimolando i partecipanti a diventare promotori nei rispettivi territori delle buone pratiche come concrete soluzioni che recherebbero vantaggi economici, di sostenibilità e
ambientali. Ciò permetterebbe di superare l’approvvigionamento dall’estero, considerata l’abbondanza nei territori italiani; il fenomeno del bracconaggio e il mercato sommerso che ne deriva.
Un’azione sinergica che punta a sensibilizzare i media e l’opinione pubblica, attraverso cui aprire un dialogo con la politica nazionale.
Occorre dare l’esempio. Per questo, durante la due giorni, gli Ambasciatori del Gusto Alessandro Gilmozzi (padrone di casa), Cesare Battisti, Alessandro Bellingeri, Alessandro Gavagna, Alberto Gipponi, Antonio Lepore, Fabrizio Molteni, Valerio Serino, Matteo Sormani e Michele Talarico, con anche la chef Maria Grazia Soncini, hanno partecipato al confronto tecnico-istituzionale e dato vita a due speciali eventi, in cui la carne di selvaggina, attraverso oltre 20 portate in abbinamento con birra e vino, è stata celebrata e reinterpretata in chiave moderna e innovativa, con tecniche che hanno permesso di esaltarne il gusto, rispettando la stagionalità e preservandone valori nutrizionali e caratteristiche generali.
“Serve l’aiuto di tutti, bisogna unire le forze perché da soli non riusciamo a penetrare la sensibilità delle istituzioni. In fondo è nello stesso DNA della nostra associazione una
capacità di creare comunità estese via via sull’intero territorio, così da riuscire a raggiungere più facilmente gli obiettivi che ci prefiggiamo. Abbiamo pensato a questa
mobilitazione per ottenere una disciplina sul selvatico perché coerente con valori quali la sostenibilità e la promozione della qualità e della cultura della cucina italiana. Una filiera regolata significa non solo eccellenza di prodotto, ma anche garanzia di salubrità per il
consumatore e leva economica importante per i territori». Il sogno sarebbe una normativa nazionale in materia, «ovvero una legge quadro che, considerati i tempi, però possiamo sperare di ottenere nella prossima legislatura. Intanto, l’importante è il risultato, quindi va bene anche l’adozione di singole norme regionali, purché si ottenga alla fine una disciplina armonizzata sui territori” sostiene Gianluca De Cristofaro Socio Onorario Ambasciatore del Gusto.
“Affrontiamo questa sfida sapendo di avere ragioni forti, mobilitando i nostri associati e spingendoli come sempre a fare rete sui territori. Vogliamo poter proporre ai nostri
commensali una selvaggina italiana, tracciata, sana, buona, che derivi da una filiera garantita. Oggi spesso siamo costretti a “fare la spesa” all’estero, il che non ha alcun senso. Unendo gli sforzi degli Ambasciatori del Gusto che già collaborano con le istituzioni, pensiamo di poter raggiungere un risultato importate per la nostra cucina, già arrivano segnali importanti dal Trentino-Alto Adige, oltre che dall’Emilia-Romagna – che è un modello di riferimento – e dal Piemonte che qualcosa ha fatto. Garantiremo un valore aggiunto all’intero comparto. Siamo partiti l’anno scorso, eravamo dieci amici al bar,
davanti a un tavolo, mangiando ovviamente selvaggina tracciata. Oggi si è creato un bel movimento tra chef, tecnici e istituzioni, il lavoro sarà ancora lungo e difficile, ma siamo fiduciosi” afferma Alessandro Gilmozzi il Presidente dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto.
L’Associazione continua a dimostrare quanto sia importante fare rete per promuovere la cultura della cucina italiana contemporanea, responsabile e profondamente legata alle proprie radici.




10 anni di Ambasciatori Del Gusto: visione, identità e futuro della cucina italiana un anniversario che guarda avanti
10 anni di Ambasciatori Del Gusto: visione, identità e futuro della cucina italiana un anniversario che guarda avanti
Nel 2026 l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto celebra il traguardo dei suoi primi dieci anni di attività. Un anniversario importante che non rappresenta soltanto una ricorrenza simbolica, ma anche l’occasione per riflettere sul percorso compiuto e sulle nuove sfide che attendono il mondo della gastronomia italiana.
Per celebrare questo momento speciale è stata scelta Trieste, città profondamente legata al concetto di incontro, scambio e dialogo tra culture differenti. Un luogo che incarna perfettamente l’identità dell’associazione: italiana nelle radici, internazionale nella visione, contemporanea nella capacità di creare connessioni e generare valore attraverso il confronto.
Dieci anni di crescita e progettualità Fondata nel 2016, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto si è affermata negli anni come una realtà autorevole e dinamica, capace di riunire professionisti della ristorazione, dell’accoglienza e della filiera agroalimentare italiana attorno a una visione condivisa.
In questo primo decennio, l’associazione ha promosso attività culturali, iniziative formative e progetti di valorizzazione del patrimonio gastronomico italiano, contribuendo a rafforzare il ruolo della cucina come espressione identitaria del Paese. Non soltanto tradizione, ma anche innovazione, sostenibilità e attenzione verso le nuove generazioni: elementi che
hanno permesso ad Ambasciatori del Gusto di diventare un vero laboratorio permanente di idee.
Il valore dell’associazione risiede proprio nella capacità di mettere in relazione il territorio con il mondo, il passato con il futuro, il sapere artigianale con la sperimentazione contemporanea. Una comunità professionale che negli anni ha saputo interpretare i
cambiamenti del settore senza perdere il legame con le proprie origini.
“Futura 2026”: il gusto italiano come responsabilità condivisa
Futura 2026 non è soltanto una celebrazione, ma un momento di riflessione collettiva sul significato del gusto italiano oggi e domani. Raccontare la cucina italiana significa preservarne le radici culturali, attraversarne i confini geografici e costruire nuove prospettive attraverso visione, dialogo e condivisione.
In un’epoca di trasformazioni profonde, Ambasciatori del Gusto conferma così il proprio ruolo di interprete di una cultura gastronomica viva, capace di evolversi senza smarrire autenticità e identità.
“TRIA – Fiamma d’Unione”: il simbolo di una comunità
Tra i momenti più significativi delle celebrazioni vi è stato il conferimento di un premio speciale ai fondatori dell’associazione, accompagnato da un manufatto dal forte valore simbolico: “TRIA – Fiamma d’Unione”.
L’opera nasce da una reinterpretazione del logo degli Ambasciatori del Gusto, composto da tre figure stilizzate che, nella scultura, si fondono in un’unica forma dinamica e ascensionale. Le tre presenze si intrecciano infatti in un movimento verticale che richiama la fiamma, elemento centrale nella tradizione gastronomica e simbolo universale di energia, trasformazione e condivisione.
Alla base dell’opera emergono incisioni e tagli essenziali che evocano gli strumenti della tavola — cucchiaio, forchetta e coltello — non come richiamo a una singola professione, ma come rappresentazione universale del gesto del nutrire e del lavoro quotidiano legato al cibo. Allo stesso tempo, l’intreccio delle forme può ricordare un pane lavorato a tre capi, simbolo di artigianalità, cultura alimentare e condivisione, capace di includere
idealmente tutte le anime dell’associazione: dalla cucina alla panificazione, dalla ristorazione al mondo della pizza.
L’intera scultura rappresenta così un’idea di unione, collaborazione e continuità nel tempo, valori che hanno accompagnato il percorso dell’associazione fin dalla sua
fondazione.
Un’opera che trasforma la fragilità in unicità
Il manufatto racconta anche una storia profondamente legata al territorio e alla capacità di trasformare le difficoltà in valore. Il modello originale è stato progettato e scolpito a mano in cirmolo, legno scelto per la sua precisione e lavorabilità, per poi essere riprodotto
attraverso lavorazione CNC.
Le cinquanta copie definitive sono invece realizzate in Blu di Fiemme, un legno locale caratterizzato dalle particolari venature blu provocate dall’infestazione del bostrico dopo la tempesta Vaia del 2018. Un materiale spesso considerato secondario che, attraverso questa opera, viene reinterpretato come elemento distintivo e identitario.
Ogni scultura presenta venature e sfumature differenti, rendendo ogni esemplare unico e irripetibile: una metafora perfetta della comunità degli Ambasciatori del Gusto, composta da professionalità diverse ma unite da una stessa visione.
Anche gli elementi metallici inseriti nell’opera — previsti in bronzo e pensati come dettagli modulari destinati a evolversi nel tempo — rafforzano il concetto di continuità e trasformazione. La scultura mantiene infatti una base identitaria stabile, aperta però a nuove interpretazioni future, proprio come l’associazione che rappresenta.
Costruire il futuro attraverso il bene comune Il pensiero che accompagna il premio conferito ai fondatori richiama il tema del destino come risultato delle scelte e delle azioni di ciascuno. “Siamo padroni del nostro destino”: un messaggio che sottolinea come ogni speranza per il futuro nasca dalla volontà concreta di costruirlo attraverso il bene, la fiducia e la comprensione reciproca.
Nel corso di questi dieci anni, Ambasciatori del Gusto ha dimostrato come la cucina possa diventare molto più di un’esperienza gastronomica: un linguaggio universale capace di unire persone, territori e culture differenti.
Il valore più autentico di questo anniversario risiede proprio nella capacità di aver trasformato una visione condivisa in una comunità viva, capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. Una storia costruita non soltanto per chi vive oggi il mondo della ristorazione italiana, ma anche per coloro che ne raccoglieranno l’eredità domani.


ALBITE CONFERENCE - 1ST EDITION: la gastronomia come linguaggio di identità e il ruolo dell'Associazione Italiana Ambasciatori Del Gusto.
ALBITE CONFERENCE – 1ST EDITION: la gastronomia come linguaggio di identità e il ruolo dell’Associazione Italiana Ambasciatori Del Gusto.
L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto è stata invitata a partecipare alla prima edizione di Albite Conference, promossa da Albchef, come modello di riferimento nel panorama internazionale per la capacità di aver costruito un modello organico di promozione e valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano attraverso formazione, rete professionale e gastrodiplomazia.
L’evento, tenutosi il 20 e 21 aprile 2026 a Tirana, ha riunito chef, istituzioni e protagonisti internazionali del settore gastronomico, tra cui Erik Wolf e Alessandro Gilmozzi, insieme a numerosi esperti e operatori del comparto. I panel sono stati moderati da personalità di spicco del mondo televisivo, giornalistico e scrittori di chiara fama: Alban Dudushi, Enkel Demi, Ilda Lumani e Alba Xhani, favorendo un confronto ampio sul ruolo strategico della gastronomia nei processi culturali ed economici globali.
In tale contesto, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha condiviso la propria esperienza come realtà capace di trasformare la cultura della cucina italiana in uno strumento organizzato e articolato di diplomazia. Con una visione globale, l’approccio integrato multidisciplinare e il dialogo strutturato con Enti e Istituzioni, attraverso la rete e il soft power dei propri Associati, l’Associazione promuove da anni un approccio sistemico fondato su qualità, formazione, tutela delle competenze e valorizzazione dei territori, contribuendo a definire un modello riconosciuto di gastrodiplomazia applicata alla promozione del Paese.
Il contributo dell’Associazione si è concentrato sul valore della cucina come linguaggio universale e strumento di relazione tra sistemi: Paese, istituzioni e comunità. È emersa con chiarezza una visione della gastronomia che supera il semplice ambito culinario, diventando leva strategica di identità, sviluppo e posizionamento internazionale.
Particolarmente significativo il confronto dedicato a “Food, Identity, Standards and Global Connection”, moderato dalla giornalista Alba Xhani, con la partecipazione di figure di rilievo del mondo istituzionale e accademico: Alessandro Gilmozzi, Presidente degli Ambasciatori del Gusto; Megi Fino, Viceministro presso il Ministero per l’Europa e gli Affari Esteri; Gladiola Dona, fondatrice dell’Accademia di Ospitalità e Turismo in Albania; Dhurata Thanasi, Consulente Senior presso la FAO e Johanna Mendelson Forman, professoressa presso l’Università Americana di Washington.
Il dibattito ha approfondito il ruolo del cibo come espressione di identità culturale, la costruzione degli standard in gastronomia e la capacità della cucina di fungere da ponte tra Paesi e società diverse. In questo quadro, il contributo degli Ambasciatori del Gusto ha evidenziato l’importanza di un sistema condiviso, illustrando i risultati di progettualità con alla base governance condivisa, sincronizzazione degli obiettivi, raccordo territoriale, sostegno alle filiere.
La partecipazione si è tradotta anche in un’importante occasione di dialogo istituzionale e apertura a collaborazioni internazionali, fondate su una visione comune della gastronomia come strumento di crescita culturale, economica e territoriale.
L’esperienza si è arricchita inoltre di momenti di confronto diretto con la cucina albanese e i suoi interpreti, favorendo la nascita di nuove relazioni professionali e umane e la condivisione di prospettive sul futuro della gastronomia.
Albite Conference ha così confermato il ruolo centrale della gastronomia come linguaggio globale e strumento di connessione tra culture. In questo scenario, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto si è distinta come punto di riferimento nella costruzione di un modello di gastrodiplomazia capace di unire identità, qualità e relazioni internazionali.



Radici, Confini, Visioni: Futura 2026 racconta il futuro della cucina italiana
Radici, Confini, Visioni: Futura 2026 racconta il futuro della cucina italiana
Dal 23 al 25 marzo 2026, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha fatto da cornice al Convegno Internazionale dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, un appuntamento di rilievo che ha celebrato il decennale dell’organizzazione. FUTURA 2026, ha tracciato un bilancio di dieci anni di crescita strategica, delineando al contempo le traiettorie per le sfide future in un costante equilibrio tra eredità culturale e innovazione.
Il territorio ha rappresentato un asset strategico, confermandosi partner d’eccellenza, offrendo un ecosistema di stimoli culturali e produttivi. Il programma ha integrato sessioni istituzionali — quali l’Assemblea dei Soci e il Convegno — con itinerari tecnici e visite culturali presso luoghi simbolo del territorio, consolidando il legame tra l’Associazione, le realtà produttive e la cultura locale.
L’apertura dei lavori è stata dedicata all’Assemblea Annuale, momento culminante per la governance associativa che ha registrato l’ingresso di 28 Associati e 7 Partner, a testimonianza della vitalità e del crescente consolidamento della rete, rafforzando la condivisione di una visione comune verso obiettivi di lungo termine.
A seguire il momento conviviale, che ha reso omaggio al territorio, con i suoi prodotti di qualità abilmente elaborati dagli Associati locali. La serata ha rappresentato l’occasione strategica di incontro, conoscenza e confronto tra associati, partner e istituzioni, stampa e professionisti della filiera. Contemporaneamente è stato realizzato anche un focus “lievitisti”, cui hanno partecipato gli associati del comparto, le istituzioni e la stampa, che ha esplorato e approfondito le dinamiche del settore realizzando spunti e proposte anche in chiave legislativa.
La seconda giornata, iniziata con la visita e la scoperta di Trieste, scelta come sede principale dell’evento, ha sottolineato il valore della città quale crocevia multiculturale, specchio di un’identità gastronomica fondata sul dialogo.
Il convegno internazionale, cuore dell’evento, che ha celebrato i 10 anni dalla fondazione, è stato alimentato dalla partecipazione di figure di primo piano, tra cui il Direttore Generale Aggiunto della FAO Maurizio Martina, il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, l’attore e gastronomo Stanley Tucci, il Direttore dell’Associazione Gianluca De Cristofaro, affiancati dagli associati fondatori e professionisti di spicco quali Cesare Battisti, Carlo Cracco, Antonia Klugmann e il Presidente Alessandro Gilmozzi.
Di particolare rilievo è stato il coinvolgimento attivo di oltre 150 studenti degli istituti alberghieri, confermando l’impegno dell’Associazione verso il ricambio generazionale e la formazione professionale.
Il tema portante del congresso – Radici, Confini, Visioni – ha esplorato il ruolo della cucina italiana contemporanea attraverso tre direttrici: dalle radici culturali e identitarie, ai confini intesi come spazi di incontro e contaminazione, fino alle visioni future legate a sostenibilità, evoluzione professionale e responsabilità sociale e culturale.
Tra i momenti più rilevanti, l’ingresso di Stanley Tucci nell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, con il conferimento del titolo di Ambasciatore del Gusto Benemerito, che ha suggellato il suo ruolo di promotore globale della cultura gastronomica italiana.
La Cena di Gala, momento di celebrazione e condivisione, ha rappresentato anche l’occasione per conferire un premio, come giusto riconoscimento ai Soci Fondatori per il loro fondamentale ruolo e per il contributo pionieristico.
La terza giornata si è sviluppata con l’approfondimento della cultura del caffè, in collaborazione con il partner ESSSE Caffè, rendendo omaggio alla tradizione triestina attraverso un percorso tecnico-sensoriale.
FUTURA 2026 è il risultato di una sinergia efficace tra istituzioni, partner tecnici e aziende produttrici. L’evento si conferma luogo d’incontro e spazio di confronto, una piattaforma progettuale utile ad interpretare l’evoluzione della cultura gastronomica italiana in un’ottica di cooperazione e internazionalizzazione.






