New Generation: Ambasciatori del Gusto investe sui sei talenti della cucina italiana di domani

New Generation: Ambasciatori del Gusto investe sui sei talenti della cucina italiana di domani

In occasione dei TheFork Awards, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto premia sei giovani professionisti con due anni di adesione gratuita. Un progetto che punta a creare connessioni, favorire il confronto tra generazioni e contribuire alla crescita della cultura gastronomica italiana.

Investire sui giovani significa investire sul futuro della cucina italiana. È da questa visione che nasce New Generation, il progetto promosso dall’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto e accolto con entusiasmo da TheFork, che ieri, in occasione dei TheFork Awards, ha premiato sei giovani professionisti con l’ingresso gratuito in Associazione per due anni, con tutti i costi di adesione interamente sostenuti da AdG.

I sei professionisti selezionati sono Francesco D’Alessandro di Albura Bistrot ad Avezzano (L’Aquila), Dino Como di Sextantio a Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), Trotta Pasquale di Somnium a Eboli (Salerno), Simone Tricarico di Thelema a Gaggiano (Milano), Angelo Gennaro di Fonderia a Palermo e Alessio Bordenca di Capuccina a Cureggio (Novara).

Un’iniziativa che assume un significato particolare nell’anno in cui l’Associazione celebra il proprio decennale e che rappresenta un passo concreto nel percorso di apertura alle nuove generazioni. Dopo dieci anni di attività e oltre 300 progetti realizzati, ADG sceglie di dedicare a questo progetto un investimento ancora più significativo, raddoppiando il numero dei giovani selezionati.

«In dieci anni, con una chiara visione, abbiamo dato vita a oltre 300 progetti, ma questo ha un sapore speciale. Ha il sapore del futuro», ha dichiarato Cesare Battisti, Ambasciatore del Gusto, nel corso della premiazione.

Il riconoscimento non si limita a un premio simbolico, ma offre ai sei professionisti l’opportunità di entrare a far parte della rete associativa, partecipando attivamente alla vita dell’Associazione e costruendo relazioni dirette con colleghi, aziende partner e istituzioni. Un’occasione per confrontarsi con esperienze diverse, condividere competenze e sviluppare nuove prospettive professionali, all’interno di una comunità che considera la collaborazione uno strumento fondamentale di crescita.

«Li accoglieremo in casa nostra, lavoreremo fianco a fianco, ci daremo del tu. Abbatteremo le distanze», ha sottolineato Battisti, evidenziando la volontà di rendere l’ingresso in AdG un’esperienza concreta di partecipazione e scambio. «Vogliamo che pensino solo a una cosa: a esprimere il loro talento».

La scelta di sostenere integralmente i costi di adesione per due anni risponde proprio a questa intenzione: rimuovere le barriere economiche e permettere ai giovani selezionati di concentrarsi sulle proprie capacità, sulle idee e sul percorso di crescita. Attraverso il contatto con le 30 aziende partner e con le istituzioni che sostengono l’Associazione, il progetto intende favorire nuove occasioni di dialogo e collaborazione, trasformando l’appartenenza alla rete in un’opportunità di sviluppo condiviso.

New Generation nasce dalla convinzione che il dialogo tra generazioni debba essere reciproco. Se da un lato i giovani possono trovare nei professionisti più esperti occasioni di confronto e strumenti per crescere, dall’altro portano con sé linguaggi, sensibilità e visioni capaci di rinnovare il settore. Un incontro che permette di mettere in discussione abitudini consolidate, immaginare nuovi scenari e mantenere viva la capacità di evolversi.

«Spesso si pensa che siano i giovani ad aver bisogno dei maestri. La verità è che siamo noi, come Associazione e come professionisti, ad avere un immenso bisogno di loro», ha affermato Battisti. «Con questo progetto ci concediamo l’opportunità straordinaria di guardare il mondo attraverso i loro occhi. Per trovare un linguaggio nuovo, immaginare scenari diversi e, soprattutto, per continuare a capire, a emozionarci e a rinnovare la passione che ci unisce tutti».

Con New Generation, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto conferma così il proprio impegno nel promuovere una cultura gastronomica fondata sulla condivisione delle competenze, sulla costruzione di relazioni e sulla valorizzazione delle persone. Un progetto che guarda oltre il riconoscimento individuale e mette al centro il valore della rete: perché il futuro della cucina italiana si costruisce insieme, creando le condizioni affinché i talenti di oggi possano diventare protagonisti del settore di domani.


Le Tenute del Leone Alato, partner di Ambasciatori del Gusto, portano i vini di Duemani al Luogo di Aimo e Nadia

Le Tenute del Leone Alato, partner di Ambasciatori del Gusto, portano i vini di Duemani al Luogo di Aimo e Nadia

Lo scorso 28 settembre, la cucina del Luogo di Aimo e Nadia, con gli Ambasciatori del Gusto Alessandro Negrini e Fabio Pisani, ha incontrato i vini di Duemani, cantina biodinamica toscana entrata a far parte de Le Tenute del Leone Alato. Un appuntamento dedicato ai professionisti del settore, guidato da Filippo Bartolotta e nato dalla collaborazione con l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, di cui Le Tenute del Leone Alato sono partner.

Duemani, una storia nata sulla Costa Toscana

Nata nel Duemila tra Riparbella e Castellina Marittima, in un’area della Costa Toscana allora ancora poco esplorata dal punto di vista vitivinicolo, Duemani ha scelto fin dalle origini la conduzione biologica e biodinamica.

Terreni argillosi e sassosi e condizioni ambientali complesse hanno portato la cantina a sviluppare nel tempo un proprio equilibrio, con una produzione orientata a vini puliti, espressivi e precisi. Un percorso nel quale la biodinamica guida le scelte dell’uomo, dalla gestione della vigna ai materiali e alle tecniche di vinificazione.

Il confronto tra annate per leggere il territorio

La degustazione ha proposto un percorso attraverso diverse etichette e annate, offrendo agli ospiti l’opportunità di approfondire l’evoluzione dei vini e il rapporto con le condizioni delle singole vendemmie.

Tra i vini presenti al pranzo figuravano Si 2025, G.Punto 2023, Suisassi 2023 e 2016, Cifra 2024, Altrovino 2023, Duemani 2022 e Duemani 2010, insieme a Duemani Vènti, etichetta che celebra i vent’anni dalla fondazione della cantina.

Il confronto tra le diverse annate ha permesso di osservare ciò che cambia nel tempo e ciò che rimane riconoscibile nella produzione, mettendo al centro il legame tra vino, territorio e filosofia produttiva.

Duemani Vènti, il progetto che celebra vent’anni di cantina

Tra le etichette presentate anche Duemani Vènti, vino che celebra i vent’anni dalla fondazione della cantina e richiama, già nel nome, i venti che caratterizzano l’ecosistema in cui si trova. La produzione è composta da 1.733 bottiglie numerate di Cabernet Franc, affinato per 18 mesi in barrique di rovere francese.

Un’etichetta che unisce il valore simbolico dell’anniversario alla lettura del contesto naturale in cui nasce il lavoro della cantina.

Le Tenute del Leone Alato: cinque cantine, un impegno per la sostenibilità

Le Tenute del Leone Alato riuniscono cinque cantine distribuite tra Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Piemonte e Toscana, con un impegno rivolto alla valorizzazione dei territori e alla promozione della sostenibilità. Un orientamento che si traduce in pratiche agronomiche attente alla tutela della biodiversità e in processi gestionali orientati alla riduzione dell’impatto ambientale.In questo percorso si inserisce l’obiettivo Net Zero entro il 2040, certificato dalla Science Based Targets initiative (SBTi), a conferma di una strategia che integra la sostenibilità nelle attività del gruppo.

Una degustazione nata in collaborazione con gli Ambasciatori del Gusto

La degustazione nasce dalla collaborazione tra Le Tenute del Leone Alato e Ambasciatori del Gusto, con l’obiettivo di creare un momento di confronto diretto con il mondo professionale e valorizzare il dialogo tra vino, ristorazione e territori.

«Abbiamo scelto di sviluppare questa degustazione insieme agli Ambasciatori del Gusto perché crediamo nella sinergia tra le due realtà e nella possibilità di raccontare insieme nicchie di qualità, territorio e stagionalità».

Durante l’appuntamento, gli ospiti hanno potuto scegliere liberamente quali vini degustare e costruire un percorso personalizzato, approfondendo le diverse espressioni della produzione di Duemani.

«Degustare Duemani significa soprattutto raccontare la sua filosofia quotidiana, fatta di un approccio essenziale e rispettoso alla Terra, basato unicamente su pratiche agricole naturali in vigna e in cantina: nessuna chimica di sintesi né mezzi meccanici invasivi, ma una tutela profonda della pianta e del suolo per far esprimere il frutto nella sua forma più integra. È una cantina capace di creare vini che sono espressione non solo di un territorio unico, ma anche della creatività e dell’interpretazione autentica dell’uomo», spiega Tamara Maccherini, Head of Sales and Marketing de Le Tenute del Leone Alato.

Hommage à Gaston Burtin: la Champagne al Luogo di Aimo e Nadia

Nel corso della mattinata sono stati degustati anche gli Champagne di Hommage à Gaston Burtin, progetto dedicato alla figura del fondatore della Maison, nata nel 1933. La selezione si basa su un patrimonio potenziale di circa 600 ettari e si concentra su circa 90 ettari, con particolare attenzione alla qualità delle vigne e al rapporto con i vigneron.

Nato inizialmente come tributo privato, il progetto è oggi rivolto a un pubblico più ampio ed è distribuito in Italia da Le Tenute del Leone Alato, che ne ha avviato il percorso sul mercato nel 2023.

Il vino incontra la cucina

A completare l’appuntamento, la cucina di Alessandro Negrini e Fabio Pisani ha proposto riso Carnaroli con zucchine alla scapece e fiori di zucca, polvere di barbabietola e rosa essiccata.

Il pranzo ha messo così in relazione le diverse espressioni de Le Tenute del Leone Alato con la cucina del Luogo di Aimo e Nadia, in un incontro rivolto al mondo professionale e dedicato alla conoscenza diretta di produttori, vini e territori.


Ambasciatori del Gusto a Gragnano: alla scoperta della pasta con Pastificio dei Campi

Ambasciatori del Gusto a Gragnano: alla scoperta della pasta con Pastificio dei Campi

Il 28 e 29 settembre, Gragnano ha ospitato gli associati di Ambasciatori del Gusto per una due giorni di approfondimento dedicata alla storia della pasta e al suo profondo legame con la cultura gastronomica e il territorio campano. L’iniziativa, nata in collaborazione con Pastificio dei Campi (azienda partner dell’Associazione), ha offerto ai professionisti della ristorazione un’opportunità di confronto diretto con la realtà produttiva, focalizzandosi sulla conoscenza delle materie prime e dei processi artigianali che precedono il lavoro in cucina.

Il programma ha alternato tavole rotonde in azienda, esperienze gastronomiche e visite ai luoghi simbolo che hanno reso Gragnano la capitale mondiale della pasta.

Dalla tavola alla produzione: il programma della visita

La prima giornata si è aperta con un pranzo da O me o il mare, ristorante guidato dagli Ambasciatori del Gusto Luigi Tramontano e Nicoletta Gargiulo. Un’immersione nella cultura gastronomica locale attraverso il racconto del percorso professionale e familiare dei titolari.

Nel pomeriggio, il gruppo si è spostato nello stabilimento di Pastificio dei Campi per studiare da vicino la Pasta di Gragnano IGP. La visita ha permesso di analizzare ogni fase del ciclo produttivo, dalla selezione del grano alla trafilatura, mostrando come una tradizione secolare possa essere reinterpretata attraverso scelte tecnologiche precise e un controllo rigoroso della filiera.

La giornata è proseguita con una masterclass pratica e una cena conviviale curate da Giuseppe Di Martino (titolare dell’azienda) e dall’Ambasciatore del Gusto Beppe Guida. Al centro del dibattito, la versatilità dei vari formati di pasta e le relative tecniche di cottura. La serata ha offerto anche lo spunto per un punto sullo “stato dell’arte” del settore, mettendo a confronto abitudini, consumi e tecniche dei professionisti arrivati da tutta Italia, con uno sguardo rivolto alle sfide tecniche ed economiche future del comparto.

Pastificio dei Campi: la tracciabilità come valore cardine

Il cuore dell’incontro è stato la filosofia produttiva di Pastificio dei Campi, fondata su trasparenza totale e rispetto della terra. Il progetto nasce nel 2004 da un’intuizione di Giuseppe Di Martino, pastaio da tre generazioni, spinto dalla volontà di tracciare con assoluta precisione la provenienza della semola di grano duro.

Nasce così un modello che mette le radici in Puglia, tra il Tavoliere e il Subappennino Dauno, aree storicamente elette per la cerealicoltura e in particolare al grano duro. Qui l’azienda ha stretto un accordo diretto con gli agricoltori locali, incentivando la coltivazione di varietà di grano antiche, pregiate e ad alto valore nutritivo, bandendo l’uso di fertilizzanti chimici e glifosati.

Per sostenere questo standard, Pastificio dei Campi ha scelto di anteporre la qualità alla resa quantitativa, recuperando l’antica pratica della rotazione triennale delle colture. Questa scelta etica include il riconoscimento economico del lavoro degli agricoltori anche negli anni in cui i campi riposano o ospitano altre colture diverse dal grano. In questo modo, la tracciabilità smette di essere un dato burocratico e diventa identità: comprendere l’origine significa capire a fondo il prodotto.

La Valle dei Mulini: l’abbraccio tra pasta e territorio

La seconda giornata ha portato i professionisti alla scoperta della Valle dei Mulini, un museo a cielo aperto che testimonia l’archeologia industriale di Gragnano e la nascita dell’arte pastaia.

La visita ha permesso di comprendere l’ecosistema storico e ambientale in cui questa tradizione è fiorita, dimostrando come la cultura gastronomica di un luogo sia il frutto di una perfetta sinergia tra risorse naturali (come l’acqua dei ruscelli e il microclima locale), saperi artigianali e lungimiranza imprenditoriale.

Il valore della conoscenza diretta per Ambasciatori del Gusto

Questo viaggio a Gragnano si inserisce nel fitto calendario di attività che l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto organizza insieme ai propri partner per favorire l’incontro, confronto e approfondimento tra chi produce e chi trasforma le materie prime.

Attraverso visite aziendali, masterclass e momenti di confronto, l’Associazione promuove la conoscenza diretta dei prodotti, delle materie prime e dei processi produttivi, offrendo ai professionisti strumenti utili per comprendere ciò che si trova quotidianamente al centro del loro lavoro.

L’esperienza di Gragnano ha rappresentato un’occasione per entrare in contatto con la storia della pasta, approfondire le scelte di un’azienda partner come Pastificio dei Campi e riscoprire il valore del legame tra prodotto, territorio e persone, ribadendo l’importanza di una filiera consapevole e stringendo un dialogo sempre più serrato tra agricoltura, industria artigianale e ristorazione di qualità.

Un percorso di conoscenza che rafforza il dialogo tra produzione e ristorazione e contribuisce a costruire una cultura gastronomica fondata sulla consapevolezza della filiera e sulla condivisione dei saperi.


L'Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha partecipato al Prologo della VI edizione di Vicoli Vivi – Da qualche parte al Sud

Gli Ambasciatori del Gusto nel progetto europeo SPICE: giovani, formazione e futuro dell’enogastronomia

Il 24 settembre 2026 Gianvito Matarrese, Consigliere dell’Associazione, ha partecipato ai workshop promossi dal Comune di Putignano nell’ambito del progetto Interreg SPICE.

Il futuro dell’enogastronomia passa dalla capacità di creare connessioni tra scuola e professione, imprese e territori, istituzioni e operatori, ma anche tra esperienze e culture diverse. È in questa prospettiva che l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha partecipato ai lavori di SPICE – Supporting Professional Innovation in Culinary Entrepreneurship, progetto finanziato dal Programma Interreg IPA South Adriatic 2021–2027, che coinvolge Italia, Albania e Montenegro con l’obiettivo di creare nuove opportunità di formazione, occupazione e impresa per le giovani generazioni nel settore enogastronomico. Capofila del progetto è il Comune di Valona, in Albania, mentre tra i partner italiani figura il Comune di Putignano. Una dimensione internazionale che offre l’opportunità di mettere in relazione territori, istituzioni e competenze differenti, accomunati dalla centralità della cultura del cibo, dell’ospitalità e della formazione.

A Putignano, il 23 e 24 settembre, SPICE ha riunito istituzioni, scuola, professionisti e realtà del territorio in due giornate di workshop dedicate a “Nuove competenze, idee e opportunità per i giovani” e “Dalle idee all’azione”. La prima giornata, ospitata nella Sala Consiliare, ha permesso di presentare il progetto e avviare il confronto sui bisogni e sulle opportunità del settore, con il contributo dell’Istituto Professionale Alberghiero “Angelo Consoli” di Castellana Grotte. La seconda giornata, nella Sala Mastrangelo del Museo Civico “Principe Guglielmo Romanazzi Carducci”, ha portato invece al centro le esperienze di chi già opera sul territorio. In questo contesto l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto è stata invitata a contribuire alla sessione dedicata a “Il settore enogastronomico locale: problemi, bisogni e nuove opportunità”.

A rappresentare l’Associazione è stato Gianvito Matarrese, con una riflessione su “Innovare la gastronomia partendo dalla qualità e dall’identità” stimolata da una la domanda concreta: quali competenze servono oggi a un giovane per costruire il proprio futuro professionale nell’enogastronomia? La risposta non può limitarsi alla tecnica. La capacità del settore di evolvere dipende anche dalla preparazione delle persone, dalla loro sensibilità, dalla conoscenza delle materie prime e dalla capacità di interpretare e valorizzare il territorio. Per questo la formazione rappresenta una delle leve fondamentali su cui investire, capace di dialogare con gli istituti professionali, ma anche di andare oltre la scuola, mettendo i giovani in contatto diretto con chi il mestiere lo pratica quotidianamente. Un approccio che può contribuire a far conoscere meglio le opportunità offerte dal comparto e ad affrontare una delle sfide più rilevanti per il suo futuro: avvicinare nuove generazioni alle professioni della ristorazione e dell’ospitalità, contrastando anche i fenomeni di dispersione scolastica.

Questo impegno si inserisce in un percorso che l’Associazione porta avanti da tempo attraverso attività e progetti dedicati alla formazione e all’orientamento, tra cui Fare Formazione, Digital Weeks e Trust Your Taste, occasioni di incontro tra studenti, istituti, professionisti e aziende. Esperienze nelle quali il sapere professionale diventa uno strumento per raccontare ai giovani non soltanto un mestiere, ma la possibilità di costruire un percorso all’interno di una filiera complessa e in continua evoluzione.  La partecipazione a SPICE rappresenta quindi un ulteriore tassello di un’attività che mette in relazione il mondo professionale con le istituzioni e i territori, attraverso il confronto con realtà internazionali.

Il dialogo con il Comune di Putignano e con i partner italiani, albanesi e montenegrini del progetto conferma il valore di una collaborazione che parte dalla cultura enogastronomica per affrontare temi più ampi come competenze, occupazione, impresa e sviluppo locale. Valorizzare l’enogastronomia, infatti, significa promuovere ciò che un territorio ha costruito nel tempo e soprattutto creare le condizioni perché nuove generazioni possano conoscerlo, interpretarlo e proiettarlo nel futuro. È in questo spazio, tra identità e innovazione, formazione e professione, territorio e dimensione internazionale, che l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto continua ad operare con competenze, esperienze e relazioni.

La giornata si è conclusa con un confronto sui bisogni formativi e con la compilazione dei questionari previsti dal progetto, le cui indicazioni contribuiranno alla definizione delle prossime attività di SPICE.

L’Associazione ringrazia il Comune di Putignano e tutti i referenti del progetto per l’invito, occasione concreta di dialogo tra istituzioni, formazione e mondo professionale.


L'Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha partecipato al Prologo della VI edizione di Vicoli Vivi – Da qualche parte al Sud

L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha partecipato al Prologo della VI edizione di Vicoli Vivi – Da qualche parte al Sud.

Venerdì 17 luglio, nello storico Palazzo Ferrazzi di Supersano (Lecce), l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha partecipato al Prologo della VI edizione di Vicoli Vivi – Da qualche parte al Sud, la manifestazione promossa dalla Pro Loco di Supersano APS e sostenuta dal contributo della Regione Puglia – Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale ed Ambientale, nata per valorizzare il patrimonio culturale, umano ed enogastronomico dei borghi del Mezzogiorno.

A rappresentare l’Associazione è stato il Direttore Generale Gianluca De Cristofaro, tra i protagonisti del talk inaugurale dedicato al tema “Da qualche parte al Sud”, filo conduttore dell’edizione 2026. Un momento di confronto che ha posto al centro il valore dell’identità territoriale, della cultura gastronomica e delle opportunità che nascono quando comunità, istituzioni e realtà associative collaborano per promuovere e valorizzare i propri territori.

Ad aprire la serata, dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Supersano Bruno Corrado, è stato il Presidente della Pro Loco di Supersano APS, Luca Cafiero, che ha illustrato la visione alla base di Vicoli Vivi, definendolo non soltanto un evento culturale, ma un vero progetto di comunità capace di trasformare le radici del territorio in occasioni di crescita, partecipazione e sviluppo.

Accanto a Gianluca De Cristofaro sono intervenuti Danilo Beltrante, imprenditore sociale, saggista e fondatore di Vivere di Turismo, e Fabrizio De Fazio, Human Resources Manager nel settore Fashion Retail, offrendo riflessioni sul turismo rigenerativo, sulla valorizzazione del capitale umano e sulle opportunità che i piccoli borghi possono offrire a chi sceglie di restare o di tornare.

Nel suo intervento, Gianluca De Cristofaro ha evidenziato come la cultura enogastronomica rappresenti uno dei principali strumenti di valorizzazione dei territori, sottolineando l’importanza di raccontare con competenza e autenticità le produzioni, le tradizioni e le persone che rendono unico ogni luogo. Un patrimonio che, se adeguatamente valorizzato, può diventare un motore di sviluppo sostenibile e di crescita per le comunità locali.

La serata ha ospitato anche gli interventi di Chiara Ferrazzi, Alberto Pepe e della stilista Romina Corrado, che, attraverso esperienze e percorsi differenti, hanno raccontato il valore della creatività, della ricerca e dell’artigianato come strumenti per rafforzare l’identità e l’attrattività del territorio.

A concludere l’incontro sono stati i ringraziamenti di Roberto Fersino, Consigliere della Pro Loco di Supersano APS, che ha ricordato come Vicoli Vivi sia il risultato dell’impegno condiviso di volontari, associazioni, istituzioni e cittadini, uniti dalla volontà di promuovere e valorizzare il proprio paese.


Ambasciatori del Gusto e Fondazione Costruiamo il Futuro ETS: un'alleanza per valorizzare territori, imprese e cultura gastronomica

Ambasciatori del Gusto e Fondazione Costruiamo il Futuro ETS: un’alleanza per valorizzare territori, imprese e cultura gastronomica

Promuovere i territori attraverso la cultura gastronomica, valorizzare le eccellenze italiane e creare nuove opportunità di crescita per imprese e comunità. È con questo obiettivo che lo scorso 13 luglio l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto e la Fondazione Costruiamo il Futuro ETS hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa che segna l’avvio di una collaborazione fondata sulla condivisione di competenze, esperienze e visioni.

L’accordo nasce dalla consapevolezza che la cucina italiana rappresenti molto più di un patrimonio gastronomico: è un motore di sviluppo culturale, sociale ed economico, capace di generare connessioni tra imprese, istituzioni, professionisti e comunità locali. Un linguaggio universale che racconta i territori, ne valorizza le identità e contribuisce a costruire nuove prospettive di crescita.

A sottoscrivere il Protocollo sono stati Maurizio Lupi, Presidente della Fondazione Costruiamo il Futuro ETS, Cesare Battisti, Segretario Generale dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, e Gianluca De Cristofaro, Direttore Generale dell’Associazione, sancendo l’inizio di un percorso condiviso orientato alla realizzazione di iniziative, eventi e momenti di confronto dedicati allo sviluppo del settore.

La cucina italiana come leva di sviluppo

La collaborazione si inserisce pienamente nella missione dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, da sempre impegnata nella tutela, nella promozione e nella diffusione della cultura gastronomica italiana. Un impegno che si traduce quotidianamente nella valorizzazione delle materie prime, nella promozione delle produzioni di qualità, nella salvaguardia delle identità territoriali e nella trasmissione delle competenze alle nuove generazioni.

Nel corso dell’incontro, Cesare Battisti ha ribadito come il futuro della cucina italiana passi inevitabilmente dalla capacità di investire nella formazione, nel passaggio di conoscenze e nella costruzione di una filiera sempre più consapevole e qualificata. Un percorso che prende vita nei territori, dove tradizioni, produzioni locali e cultura d’impresa si incontrano per dare origine a un patrimonio unico e irripetibile.

Il territorio al centro della collaborazione

Il territorio rappresenta il filo conduttore che unisce la visione delle due realtà. Da una parte la Fondazione Costruiamo il Futuro ETS, impegnata nel sostenere progettualità a favore delle comunità e del tessuto associativo; dall’altra Ambasciatori del Gusto, che attraverso il lavoro dei propri associati contribuisce ogni giorno a raccontare l’Italia del gusto come leva di sviluppo, innovazione e crescita.

La volontà condivisa è quella di costruire una rete capace di mettere in dialogo professionalità, imprese e istituzioni, valorizzando il patrimonio gastronomico come strumento di promozione dei territori e di crescita economica e sociale.

Una rete di competenze per il futuro

La firma del Protocollo rappresenta molto più di un accordo formale. È la volontà concreta di costruire una rete di relazioni capace di mettere a sistema competenze, esperienze e progettualità, favorendo occasioni di networking, confronto e collaborazione tra il mondo della gastronomia, quello imprenditoriale e le istituzioni.

L’obiettivo è dare vita a iniziative condivise in grado di generare valore diffuso, promuovendo la cultura gastronomica come elemento strategico per la crescita dei territori e per la competitività del Paese. Perché investire nella cucina italiana significa investire nelle persone, nelle imprese, nelle produzioni locali e nelle comunità che ogni giorno contribuiscono a renderla un’eccellenza riconosciuta nel mondo.

Guardare al futuro attraverso la cultura del gusto

Con questa nuova intesa, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto conferma il proprio ruolo di interlocutore autorevole e di soggetto capace di creare connessioni tra mondi diversi, favorendo sinergie che trasformano la cultura del cibo in un’opportunità concreta di sviluppo economico, sociale e culturale.

Un percorso che guarda al futuro partendo da ciò che rende unico il nostro Paese: il valore delle persone, dei territori e delle loro straordinarie eccellenze, nella convinzione che la cucina italiana continui a rappresentare uno dei più efficaci strumenti di promozione e crescita per l’Italia.


BUT GOURMET 2026: la quinta edizione rinnova l'incontro tra alta cucina e solidarietà

BUT GOURMET 2026: la quinta edizione rinnova l’incontro tra alta cucina e solidarietà

Si è confermato anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi dell’estate in Alta Val Formazza: BUT Gourmet, l’iniziativa giunta alla sua V Edizione che unisce gastronomia e solidarietà come anteprima della corsa in montagna BUT – Bettelmatt Ultra Trail, ha regalato un’altra giornata all’insegna del gusto, della convivialità e dell’impegno sociale.

L’edizione 2026, la quinta della manifestazione, ha rinnovato la collaborazione con l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, portando nel cuore di Riale dieci professionisti che, insieme, hanno dato vita a un’esperienza gastronomica immersa nella natura.

A rappresentare l’Associazione erano presenti Andrea Pensa, Aurora Mazzucchelli, Cesare Battisti, Giancarlo Morelli, Renato Bosco, Corrado Scaglione, Marco Sacco, Matteo Sormani, Fabio Sisti ed Eleonora Andriolo. Insieme hanno firmato un percorso gastronomico pensato per valorizzare le eccellenze della Val Formazza e i prodotti del territorio, interpretandoli con la propria identità culinaria.

Oltre 120 ospiti hanno preso parte al pranzo, condividendo una lunga tavolata allestita tra i prati di Riale, in uno degli scenari più suggestivi delle Alpi. Un momento di convivialità che ha saputo coniugare l’alta cucina con la bellezza del paesaggio montano, rendendo ancora una volta protagonista il territorio.

Il ricavato della manifestazione sarà destinato alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Domodossola, che nel 2026 celebra il 60° anniversario di fondazione. I fondi raccolti contribuiranno all’acquisto di una nuova ambulanza fuoristrada destinata alle attività di soccorso sul territorio montano.

Con la quinta edizione, BUT Gourmet conferma il proprio format, capace di mettere in dialogo cucina d’autore, valorizzazione del territorio e solidarietà, grazie alla collaborazione tra chef, produttori, volontari e organizzatori. Un appuntamento che continua a crescere e a fare della gastronomia un’occasione di incontro, condivisione e sostegno concreto al territorio.


Ambasciatori del Gusto a Identità Milano 2026: la libertà di pensare al centro del futuro della ristorazione

Per tre giorni, in occasione di Identità Milano 2026, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha trasformato il proprio stand in un autentico laboratorio di idee, confronto e condivisione. Non solo uno spazio istituzionale, ma un punto di incontro dinamico che ha
accolto chef, giornalisti, produttori, partner e professionisti della filiera per riflettere insieme sulle trasformazioni che stanno interessando il mondo della ristorazione.
Interviste ai protagonisti della gastronomia italiana, degustazioni, incontri con i Partner dell’Associazione e momenti di dialogo aperti hanno scandito le tre giornate del congresso, dando vita a un racconto corale in cui cucina, ospitalità, cultura e innovazione si sono intrecciate. Un’occasione per ascoltare punti di vista diversi, condividere esperienze e approfondire i temi che oggi definiscono il presente e il futuro del settore, in
piena sintonia con il tema dell’edizione 2026: “Identità Future: la libertà di pensare”

Uno spazio per condividere idee e visioni
Il tema dell’edizione 2026, “Identità Future: la libertà di pensare”, ha rappresentato il filo conduttore di numerosi incontri ospitati presso lo stand di Ambasciatori del Gusto.
Attraverso interviste, degustazioni e momenti di approfondimento, l’Associazione ha promosso una riflessione sul ruolo culturale della cucina italiana e sulla necessità di costruire un dialogo sempre più aperto tra professionisti, territori e filiere.
Tra i protagonisti, Carlo Cracco ha posto l’attenzione sul valore della memoria come strumento per costruire il futuro: «La cucina dell’oggi va messa per iscritto. Dobbiamo
usare quello che è stato il passato, farlo nostro e poi creare il nuovo.»
Una visione che invita a custodire il patrimonio gastronomico italiano senza rinunciare alla capacità di innovare.

La cucina come patrimonio culturale
Il tema dell’identità gastronomica è stato approfondito anche da Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana, che ha evidenziato il valore del recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO.
«Oggi siamo tutti più consapevoli del valore culturale della cucina italiana. Non parliamo soltanto di ricette, ma di territori, filiere, persone e identità.»
Una consapevolezza che rafforza il ruolo di Ambasciatori del Gusto nel promuovere una visione condivisa della gastronomia italiana e nel rappresentarne le istanze presso le istituzioni.
Nuovi linguaggi per raccontare la ristorazione
Per Antonia Klugmann, la cucina continua a essere un esercizio di osservazione e curiosità: «Bisognerebbe osservare la natura con gli occhi di una bambina che ogni volta ci vede qualcosa di nuovo.»

Un invito a mantenere vivo quello sguardo capace di trasformare ogni ingrediente in un’occasione di ricerca e interpretazione. Sullo stesso tema è intervenuto anche Gabriele Zanatta, giornalista di Identità Golose, che ha sottolineato come oggi la cucina non possa
più essere osservata soltanto attraverso il piatto.
«Le cose stanno cambiando in modo vorticoso. Oggi diventa sempre più centrale tutto ciò che riguarda l’ospitalità, non solo il piatto all’interno di un ristorante. L’enogastronomia è finalmente percepita come una scienza, al pari della fisica, della chimica e della psicologia,
e prima impariamo a far dialogare questi mondi, meglio è.»
Parole che riflettono perfettamente la missione di Ambasciatori del Gusto: creare connessioni tra competenze diverse e favorire una lettura sempre più ampia e
contemporanea del settore.

Il valore della filiera e della comunicazione
Durante il congresso, i Partner dell’Associazione hanno animato lo stand con degustazioni e momenti di incontro dedicati alla valorizzazione della filiera agroalimentare italiana.
Parallelamente, si è riflettuto anche sul ruolo dell’informazione gastronomica. Carlo Passera ha evidenziato come il panorama della comunicazione sia oggi più ricco e articolato che in passato, ma richieda allo stesso tempo maggiore capacità di approfondimento e spirito critico per distinguere contenuti autorevoli da comunicazioni superficiali.

Costruire il futuro insieme
Tra i temi affrontati anche il benessere delle brigate, il ricambio generazionale e la necessità di rendere il settore sempre più attrattivo per i giovani professionisti.
In questo contesto, Gabriele Zanatta ha riconosciuto uno degli aspetti più significativi del lavoro svolto dall’Associazione: «Ambasciatori del Gusto è riuscita a far fare squadra agli chef e continua a crescere, facendo sedere allo stesso tavolo persone che storicamente
hanno sempre fatto fatica ad andare d’accordo pur appartenendo alla stessa categoria.
Questo, secondo me, è un grande punto di forza.»
La partecipazione a Identità Milano 2026 conferma così il percorso che Ambasciatori del Gusto porta avanti da oltre dieci anni: promuovere il dialogo tra professionisti, valorizzare la cultura gastronomica italiana e costruire una rete sempre più forte, inclusiva e rappresentativa.
Tre giorni di incontri, confronti e nuove prospettive che hanno ribadito come il futuro della cucina italiana passi dalla capacità di condividere competenze, creare relazioni e
trasformare la libertà di pensare in una responsabilità collettiva.


Grand Tour del Gusto 2026: il progetto degli Ambasciatori del Gusto che racconta l’Italia attraverso territori, tradizioni e cucina contemporanea

Grand Tour del Gusto 2026: il progetto degli Ambasciatori del Gusto che racconta l’Italia attraverso territori, tradizioni e cucina contemporanea

Prende il via il Grand Tour del Gusto, il progetto itinerante di eventi aperti al pubblico che celebrano la ricchezza enogastronomica italiana attraverso il racconto di territori, prodotti, tradizioni e visione contemporanea della cucina.

Partito nel 2024, il Grand Tour del Gusto per la terza edizione evolve ampliando il proprio raggio d’azione all’intero territorio nazionale, da Nord a Sud, rafforzando il dialogo tra culture gastronomiche e valorizzando la straordinaria biodiversità italiana.

Ideato e curato dagli Ambasciatori del Gusto con il supporto del Club dei Partner dell’Associazione, il progetto si conferma un format costruito su misura per il cliente capace di mettere in relazione professionisti, aziende e territori attraverso una serie di eventi enogastronomici “a più mani” ospitati nelle sedi degli associati ADG su tutto il territorio nazionale.

Ogni appuntamento nasce dalla collaborazione tra più professionisti dell’Associazione (chef, pizzaioli, panificatori, gelatieri, sommelier, et.) che reinterpretano i piatti della tradizione in chiave contemporanea. Un dialogo costante tra passato e presente che trasforma ogni tappa in un’esperienza immersiva, pensata per valorizzare le identità locali e costruire una narrazione autentica e condivisa della cucina italiana.

Il Grand Tour del Gusto si configura così come un vero progetto gastronimoco-culturale: una piattaforma di racconto corale dei territori in cui materie prime d’eccellenza, filiere produttive, tecniche di cucina e innovazione convivono in un’esperienza capace di raccontare il valore della ristorazione italiana contemporanea.

Al centro dell’iniziativa la volontà di promuovere il saper fare italiano, sostenere le produzioni locali e valorizzare il ruolo della ristorazione come strumento di diffusione di identità, qualità e cultura.

Il progetto è potenziato anche grazie al supporto del Club dei Partner dell’Associazione, realtà che rappresentano l’eccellenza del comparto agroalimentare e della filiera enogastronomica italiana, contribuendo alla caratterizzazione dei singoli appuntamenti e alla diffusione di una cultura della qualità condivisa.

Con questa edizione, gli Ambasciatori del Gusto rinnovano il proprio impegno nella promozione della cultura enogastronomica italiana attraverso un percorso itinerante che unisce territori, professionisti e imprese in un grande racconto collettivo dedicato alla cucina italiana contemporanea.

Per partecipare e visionare il calendario delle tappe e tutti gli aggiornamenti del progetto:
https://ambasciatoridelgusto.it/le-tappe-degli-ambasciatori-del-gusto/


Materia Viva | Masterclass di cucina – pasticceria – mixology

Materia Viva | Masterclass di cucina – pasticceria – mixology

Si è svolta lunedì 25 maggio 2026 presso la sede di Electrolux Professional a Pordenone la masterclass “Materia Viva: polveri vegetali e precisione creativa”, progetto promosso da Ordine Contadino in collaborazione con Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto.

L’evento ha riunito professionisti della cucina, della pasticceria e della mixology per una giornata di formazione e confronto dedicata all’utilizzo delle polveri vegetali naturali come strumento di innovazione gastronomica. Attraverso dimostrazioni pratiche, approfondimenti tecnici e momenti di sperimentazione, la masterclass ha offerto ai partecipanti nuovi spunti operativi e creativi, mettendo in dialogo ricerca, materia prima e tecnologia.

Il cuore del progetto è l’integrazione di competenze uniche e sinergiche. Electrolux Professional ha guidato le attività laboratoriali mettendo in campo innovazione tecnologica ed esperienza professionale, Ordine Contadino ha valorizzato l’evento con lo studio delle materie prime vegetali e il legame con la natura, gli Ambasciatori del Gusto (AdG) hanno potenziato la formazione, offrendo il confronto tra professionisti e un dibattito concreto sul futuro del settore attraverso la voce dei propri professionisti.

La giornata, moderata e coordinata dall’Associazione, si è articolata in tre diversi momenti di approfondimento.

Nel “Savory Lab”, dedicato alla cucina, Luca Zotti del Ristorante Lusernarhof e Associato AdG,  Davide Larise e Paolo Pettenuzzo per Electrolux Professional, Matteo Zanus di Cucina Teochef, Guglielmo Baron per Ordine Contadino  hanno mostrato applicazioni tecniche e creative delle polveri vegetali naturali, esplorandone il potenziale nella costruzione di nuovi linguaggi culinari.

Lo “Sweet Lab” ha invece approfondito il tema della pasticceria contemporanea attraverso il lavoro di Manuel Marzari, professionista della pasticceria innovativa e Associato AdG, che ha guidato i partecipanti in un percorso dedicato a precisione, equilibrio e creatività applicati al mondo dei dessert.

Spazio infine al “Drink Lab”, dedicato alla mixology contemporanea, con gli interventi di Matteo Negro di Squisi Vittorio Veneto e Francesco Neri di Fresco – Cocktails & Tapas, che hanno approfondito il rapporto tra ingredienti in purezza, tecnica e identità territoriale nella costruzione di nuove esperienze di miscelazione.

La partecipazione degli Ambasciatori del Gusto ha confermato ancora una volta l’impegno dell’Associazione nel promuovere occasioni di aggiornamento professionale, formazione e condivisione di competenze, favorendo il dialogo tra professionisti e realtà che operano ogni giorno per l’evoluzione della ristorazione italiana contemporanea.