Ambasciatori del Gusto a Identità Milano 2026: la libertà di pensare al centro del futuro della ristorazione
Per tre giorni, in occasione di Identità Milano 2026, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha trasformato il proprio stand in un autentico laboratorio di idee, confronto e condivisione. Non solo uno spazio istituzionale, ma un punto di incontro dinamico che ha
accolto chef, giornalisti, produttori, partner e professionisti della filiera per riflettere insieme sulle trasformazioni che stanno interessando il mondo della ristorazione.
Interviste ai protagonisti della gastronomia italiana, degustazioni, incontri con i Partner dell’Associazione e momenti di dialogo aperti hanno scandito le tre giornate del congresso, dando vita a un racconto corale in cui cucina, ospitalità, cultura e innovazione si sono intrecciate. Un’occasione per ascoltare punti di vista diversi, condividere esperienze e approfondire i temi che oggi definiscono il presente e il futuro del settore, in
piena sintonia con il tema dell’edizione 2026: “Identità Future: la libertà di pensare”
Uno spazio per condividere idee e visioni
Il tema dell’edizione 2026, “Identità Future: la libertà di pensare”, ha rappresentato il filo conduttore di numerosi incontri ospitati presso lo stand di Ambasciatori del Gusto.
Attraverso interviste, degustazioni e momenti di approfondimento, l’Associazione ha promosso una riflessione sul ruolo culturale della cucina italiana e sulla necessità di costruire un dialogo sempre più aperto tra professionisti, territori e filiere.
Tra i protagonisti, Carlo Cracco ha posto l’attenzione sul valore della memoria come strumento per costruire il futuro: «La cucina dell’oggi va messa per iscritto. Dobbiamo
usare quello che è stato il passato, farlo nostro e poi creare il nuovo.»
Una visione che invita a custodire il patrimonio gastronomico italiano senza rinunciare alla capacità di innovare.
La cucina come patrimonio culturale
Il tema dell’identità gastronomica è stato approfondito anche da Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana, che ha evidenziato il valore del recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO.
«Oggi siamo tutti più consapevoli del valore culturale della cucina italiana. Non parliamo soltanto di ricette, ma di territori, filiere, persone e identità.»
Una consapevolezza che rafforza il ruolo di Ambasciatori del Gusto nel promuovere una visione condivisa della gastronomia italiana e nel rappresentarne le istanze presso le istituzioni.
Nuovi linguaggi per raccontare la ristorazione
Per Antonia Klugmann, la cucina continua a essere un esercizio di osservazione e curiosità: «Bisognerebbe osservare la natura con gli occhi di una bambina che ogni volta ci vede qualcosa di nuovo.»
Un invito a mantenere vivo quello sguardo capace di trasformare ogni ingrediente in un’occasione di ricerca e interpretazione. Sullo stesso tema è intervenuto anche Gabriele Zanatta, giornalista di Identità Golose, che ha sottolineato come oggi la cucina non possa
più essere osservata soltanto attraverso il piatto.
«Le cose stanno cambiando in modo vorticoso. Oggi diventa sempre più centrale tutto ciò che riguarda l’ospitalità, non solo il piatto all’interno di un ristorante. L’enogastronomia è finalmente percepita come una scienza, al pari della fisica, della chimica e della psicologia,
e prima impariamo a far dialogare questi mondi, meglio è.»
Parole che riflettono perfettamente la missione di Ambasciatori del Gusto: creare connessioni tra competenze diverse e favorire una lettura sempre più ampia e
contemporanea del settore.
Il valore della filiera e della comunicazione
Durante il congresso, i Partner dell’Associazione hanno animato lo stand con degustazioni e momenti di incontro dedicati alla valorizzazione della filiera agroalimentare italiana.
Parallelamente, si è riflettuto anche sul ruolo dell’informazione gastronomica. Carlo Passera ha evidenziato come il panorama della comunicazione sia oggi più ricco e articolato che in passato, ma richieda allo stesso tempo maggiore capacità di approfondimento e spirito critico per distinguere contenuti autorevoli da comunicazioni superficiali.
Costruire il futuro insieme
Tra i temi affrontati anche il benessere delle brigate, il ricambio generazionale e la necessità di rendere il settore sempre più attrattivo per i giovani professionisti.
In questo contesto, Gabriele Zanatta ha riconosciuto uno degli aspetti più significativi del lavoro svolto dall’Associazione: «Ambasciatori del Gusto è riuscita a far fare squadra agli chef e continua a crescere, facendo sedere allo stesso tavolo persone che storicamente
hanno sempre fatto fatica ad andare d’accordo pur appartenendo alla stessa categoria.
Questo, secondo me, è un grande punto di forza.»
La partecipazione a Identità Milano 2026 conferma così il percorso che Ambasciatori del Gusto porta avanti da oltre dieci anni: promuovere il dialogo tra professionisti, valorizzare la cultura gastronomica italiana e costruire una rete sempre più forte, inclusiva e rappresentativa.
Tre giorni di incontri, confronti e nuove prospettive che hanno ribadito come il futuro della cucina italiana passi dalla capacità di condividere competenze, creare relazioni e
trasformare la libertà di pensare in una responsabilità collettiva.





Grand Tour del Gusto 2026: il progetto degli Ambasciatori del Gusto che racconta l’Italia attraverso territori, tradizioni e cucina contemporanea
Grand Tour del Gusto 2026: il progetto degli Ambasciatori del Gusto che racconta l’Italia attraverso territori, tradizioni e cucina contemporanea
Prende il via il Grand Tour del Gusto, il progetto itinerante di eventi aperti al pubblico che celebrano la ricchezza enogastronomica italiana attraverso il racconto di territori, prodotti, tradizioni e visione contemporanea della cucina.
Partito nel 2024, il Grand Tour del Gusto per la terza edizione evolve ampliando il proprio raggio d’azione all’intero territorio nazionale, da Nord a Sud, rafforzando il dialogo tra culture gastronomiche e valorizzando la straordinaria biodiversità italiana.
Ideato e curato dagli Ambasciatori del Gusto con il supporto del Club dei Partner dell’Associazione, il progetto si conferma un format costruito su misura per il cliente capace di mettere in relazione professionisti, aziende e territori attraverso una serie di eventi enogastronomici “a più mani” ospitati nelle sedi degli associati ADG su tutto il territorio nazionale.
Ogni appuntamento nasce dalla collaborazione tra più professionisti dell’Associazione (chef, pizzaioli, panificatori, gelatieri, sommelier, et.) che reinterpretano i piatti della tradizione in chiave contemporanea. Un dialogo costante tra passato e presente che trasforma ogni tappa in un’esperienza immersiva, pensata per valorizzare le identità locali e costruire una narrazione autentica e condivisa della cucina italiana.
Il Grand Tour del Gusto si configura così come un vero progetto gastronimoco-culturale: una piattaforma di racconto corale dei territori in cui materie prime d’eccellenza, filiere produttive, tecniche di cucina e innovazione convivono in un’esperienza capace di raccontare il valore della ristorazione italiana contemporanea.
Al centro dell’iniziativa la volontà di promuovere il saper fare italiano, sostenere le produzioni locali e valorizzare il ruolo della ristorazione come strumento di diffusione di identità, qualità e cultura.
Il progetto è potenziato anche grazie al supporto del Club dei Partner dell’Associazione, realtà che rappresentano l’eccellenza del comparto agroalimentare e della filiera enogastronomica italiana, contribuendo alla caratterizzazione dei singoli appuntamenti e alla diffusione di una cultura della qualità condivisa.
Con questa edizione, gli Ambasciatori del Gusto rinnovano il proprio impegno nella promozione della cultura enogastronomica italiana attraverso un percorso itinerante che unisce territori, professionisti e imprese in un grande racconto collettivo dedicato alla cucina italiana contemporanea.
Per partecipare e visionare il calendario delle tappe e tutti gli aggiornamenti del progetto:
https://ambasciatoridelgusto.




Materia Viva | Masterclass di cucina – pasticceria – mixology
Materia Viva | Masterclass di cucina – pasticceria – mixology
Si è svolta lunedì 25 maggio 2026 presso la sede di Electrolux Professional a Pordenone la masterclass “Materia Viva: polveri vegetali e precisione creativa”, progetto promosso da Ordine Contadino in collaborazione con Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto.
L’evento ha riunito professionisti della cucina, della pasticceria e della mixology per una giornata di formazione e confronto dedicata all’utilizzo delle polveri vegetali naturali come strumento di innovazione gastronomica. Attraverso dimostrazioni pratiche, approfondimenti tecnici e momenti di sperimentazione, la masterclass ha offerto ai partecipanti nuovi spunti operativi e creativi, mettendo in dialogo ricerca, materia prima e tecnologia.
Il cuore del progetto è l’integrazione di competenze uniche e sinergiche. Electrolux Professional ha guidato le attività laboratoriali mettendo in campo innovazione tecnologica ed esperienza professionale, Ordine Contadino ha valorizzato l’evento con lo studio delle materie prime vegetali e il legame con la natura, gli Ambasciatori del Gusto (AdG) hanno potenziato la formazione, offrendo il confronto tra professionisti e un dibattito concreto sul futuro del settore attraverso la voce dei propri professionisti.
Nel “Savory Lab”, dedicato alla cucina, Luca Zotti del Ristorante Lusernarhof e Associato AdG, Davide Larise e Paolo Pettenuzzo per Electrolux Professional, Matteo Zanus di Cucina Teochef, Guglielmo Baron per Ordine Contadino hanno mostrato applicazioni tecniche e creative delle polveri vegetali naturali, esplorandone il potenziale nella costruzione di nuovi linguaggi culinari.
Lo “Sweet Lab” ha invece approfondito il tema della pasticceria contemporanea attraverso il lavoro di Manuel Marzari, professionista della pasticceria innovativa e Associato AdG, che ha guidato i partecipanti in un percorso dedicato a precisione, equilibrio e creatività applicati al mondo dei dessert.
Spazio infine al “Drink Lab”, dedicato alla mixology contemporanea, con gli interventi di Matteo Negro di Squisi Vittorio Veneto e Francesco Neri di Fresco – Cocktails & Tapas, che hanno approfondito il rapporto tra ingredienti in purezza, tecnica e identità territoriale nella costruzione di nuove esperienze di miscelazione.
La partecipazione degli Ambasciatori del Gusto ha confermato ancora una volta l’impegno dell’Associazione nel promuovere occasioni di aggiornamento professionale, formazione e condivisione di competenze, favorendo il dialogo tra professionisti e realtà che operano ogni giorno per l’evoluzione della ristorazione italiana contemporanea.




"Il Bello del Selvatico”: gli Ambasciatori del Gusto promuovono una cultura gastronomica sostenibile e consapevole
“Il Bello del Selvatico”: gli Ambasciatori del Gusto promuovono una cultura gastronomica sostenibile e consapevole
A Cavalese (TN), il 18 e 19 maggio, agricoltori, produttori, cacciatori, veterinari, chef, giornalisti e istituzioni si sono riuniti in una tavola rotonda per ridisegnare i confini di un
tema complesso, tra gestione del territorio, etica, sostenibilità e cultura gastronomica.
Il tema del “selvatico” oggi in Italia registra molteplici criticità, dovute perlopiù al mancato dialogo dei vari attori del comparto. Discuterne, oggi, significa accettare un terreno fatto di interrogativi complessi. In pieno spirito di comunità e con la visione che contraddistingue l’Associazione, gli Ambasciatori del Gusto hanno deciso di affrontare questo tema, non per trovare risposte immediate, ma accogliere un insieme di dubbi che, nel tempo, guideranno verso una nuova sensibilità. L’obiettivo è scardinare i vecchi luoghi comuni per superare una visione parziale e spesso distante dalla realtà.
Durante l’incontro, promosso e sostenuto dal Presidente degli Ambasciatori del Gusto Alessandro Gilmozzi e dalla sua famiglia, a cui hanno partecipato i rappresentanti della filiera, giornalisti, Enti e Istituzioni, sono emersi dati significativi sulla gestione delle risorse, partendo da un paradosso nazionale: il 90% della selvaggina consumata in Italia proviene dall’estero e una grande quantità di cacciagione edibile nostrana viene sprecata. La causa, principale, risiede nella mancanza di una filiera certificata e diffusa, indispensabile per garantire tracciabilità, sicurezza e sostenibilità economica.
L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto già da alcuni anni è attiva e collabora con la filiera per superare queste criticità, nell’intento di creare una norma per una regolamentazione. L’idea, come già avvenuto analogamente per altre tematiche, è quella di convogliare e condividere le buone pratiche già attive in varie Regioni d’Italia, stimolare una riflessione comune utile a redigere una proposta per il Legislatore, in modo che venga adottata su scala nazionale. Una necessaria riflessione sulla necessità di costruire una filiera italiana tracciata, garantita e valorizzata, capace di trasformare una risorsa del territorio in opportunità culturale, gastronomica ed economica.
Il confronto tra produttori, territori e istituzioni, ha permesso di fotografare la situazione attuale, stimolando i partecipanti a diventare promotori nei rispettivi territori delle buone pratiche come concrete soluzioni che recherebbero vantaggi economici, di sostenibilità e
ambientali. Ciò permetterebbe di superare l’approvvigionamento dall’estero, considerata l’abbondanza nei territori italiani; il fenomeno del bracconaggio e il mercato sommerso che ne deriva.
Un’azione sinergica che punta a sensibilizzare i media e l’opinione pubblica, attraverso cui aprire un dialogo con la politica nazionale.
Occorre dare l’esempio. Per questo, durante la due giorni, gli Ambasciatori del Gusto Alessandro Gilmozzi (padrone di casa), Cesare Battisti, Alessandro Bellingeri, Alessandro Gavagna, Alberto Gipponi, Antonio Lepore, Fabrizio Molteni, Valerio Serino, Matteo Sormani e Michele Talarico, con anche la chef Maria Grazia Soncini, hanno partecipato al confronto tecnico-istituzionale e dato vita a due speciali eventi, in cui la carne di selvaggina, attraverso oltre 20 portate in abbinamento con birra e vino, è stata celebrata e reinterpretata in chiave moderna e innovativa, con tecniche che hanno permesso di esaltarne il gusto, rispettando la stagionalità e preservandone valori nutrizionali e caratteristiche generali.
“Serve l’aiuto di tutti, bisogna unire le forze perché da soli non riusciamo a penetrare la sensibilità delle istituzioni. In fondo è nello stesso DNA della nostra associazione una
capacità di creare comunità estese via via sull’intero territorio, così da riuscire a raggiungere più facilmente gli obiettivi che ci prefiggiamo. Abbiamo pensato a questa
mobilitazione per ottenere una disciplina sul selvatico perché coerente con valori quali la sostenibilità e la promozione della qualità e della cultura della cucina italiana. Una filiera regolata significa non solo eccellenza di prodotto, ma anche garanzia di salubrità per il
consumatore e leva economica importante per i territori». Il sogno sarebbe una normativa nazionale in materia, «ovvero una legge quadro che, considerati i tempi, però possiamo sperare di ottenere nella prossima legislatura. Intanto, l’importante è il risultato, quindi va bene anche l’adozione di singole norme regionali, purché si ottenga alla fine una disciplina armonizzata sui territori” sostiene Gianluca De Cristofaro Socio Onorario Ambasciatore del Gusto.
“Affrontiamo questa sfida sapendo di avere ragioni forti, mobilitando i nostri associati e spingendoli come sempre a fare rete sui territori. Vogliamo poter proporre ai nostri
commensali una selvaggina italiana, tracciata, sana, buona, che derivi da una filiera garantita. Oggi spesso siamo costretti a “fare la spesa” all’estero, il che non ha alcun senso. Unendo gli sforzi degli Ambasciatori del Gusto che già collaborano con le istituzioni, pensiamo di poter raggiungere un risultato importate per la nostra cucina, già arrivano segnali importanti dal Trentino-Alto Adige, oltre che dall’Emilia-Romagna – che è un modello di riferimento – e dal Piemonte che qualcosa ha fatto. Garantiremo un valore aggiunto all’intero comparto. Siamo partiti l’anno scorso, eravamo dieci amici al bar,
davanti a un tavolo, mangiando ovviamente selvaggina tracciata. Oggi si è creato un bel movimento tra chef, tecnici e istituzioni, il lavoro sarà ancora lungo e difficile, ma siamo fiduciosi” afferma Alessandro Gilmozzi il Presidente dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto.
L’Associazione continua a dimostrare quanto sia importante fare rete per promuovere la cultura della cucina italiana contemporanea, responsabile e profondamente legata alle proprie radici.




