L’immortalità imprenditoriale è un gesto d’amore
Coerentemente con la filosofia etica di ADG, Franco Cesaro ci suggerisce una chiave di lettura del fare impresa come atto sociale, di considerarsi parte di un sistema comune che, per continuare a sopravvivere, deve trovare alleanze fra nuove e vecchie generazioni, fra stakeholder e comunità, condividendo valori e comportamenti etici e sostenibili. .
Spesso nella difficoltà emerge il meglio di noi.
Fare impresa è complesso, sicuramente, ma ci pone di fronte al tema del cambiamento, della evoluzione e della costante modifica. La “spirale” inflattiva è uno di questi elementi, di solito dura per un po’ di anni. Vedremo. In ogni caso l’opportunità post pandemica, inflattiva, in tempi di guerra, della crisi generata da qualsiasi cambiamento che viene generato da eventi precipitanti o da lenti piccoli movimenti, va colta in tutti i suoi aspetti. La continuità significa creare un legame forte col passato, cogliendo gli aspetti culturali che ci permettono di vivere un presente consapevole, lanciando lontano, verso il futuro, la nostra visione innovativa. Vuol dire avere coraggio consapevole, che non significa incoscienza, ma significa mettere insieme tutte le parti di un sistema fatto di valori economici, ma, soprattutto, di valori morali, di etica.
È la coerenza la grande forza di chi decide di provarci, sapendo che 8 start up su 10 chiudono entro due anni dalla loro creazione. Magari sono belle idee, ma non sorrette da competenza imprenditoriale.
In questa direzione l’alleanza fra generazioni è molto importante, perché permette di valorizzare un patrimonio costruito con sacrificio ed esperienza (errori compresi), adattandolo ai cambiamenti.
Non è una questione di gestione, ma di capacità di trasformare le idee in piani realizzabili, perché orientati a risolvere problemi della collettività.
Fare impresa è una responsabilità sociale, plurale, non una questione individuale. Ed è ancora un problema di cultura e di educazione. I giovani potranno ascoltare per sbagliare meno, gli anziani dovranno ascoltare per poter insegnare con amore, per poi essere onorati e favorire la loro immortalità attraverso i giovani. Redazione a cura di Olab&Partners. Foto selezionate da Olab&Partners #olabnetwork
Tornare a sognare di fare l’imprenditore
Le imprese italiane e quelle familiari in particolare rischiano di scomparire cioè di non aver ricambio generazionale, e spesso ci siamo chiesti: perché? Franco Cesaro e il suo team operano per salvarle facendo entrare le giovani generazioni di imprenditori a fianco dei senior che devono cambiare i paradigmi gestionali.
Il tema di fondo è la voglia di fare impresa, di rischiare, di lasciare un segno del proprio passaggio nel nostro mondo, oggi complesso. Il centro della nostra economia è l’imprenditore senza il quale non c’è lavoro, ricchezza, investimenti, innovazione, rapporto col territorio e l’ambiente. Cioè non c’è sostenibilità, senza imprenditori.
Oggi il saldo fra imprese morte e imprese nate tocca le donne, i giovani sotto i 35 anni, i migranti che, facendo figli più di noi, ci permetteranno di avere clienti, nel futuro. Questi dati ce li fornisce l’ISTAT nella sezione demografia industriale.
Conoscete forse qualche genitore che dice ai figli “studia, risparmia, viaggia, conosci, perché appena puoi creerai una nuova impresa”? Tra l’altro, ovunque, si insegna a gestire l’impresa, a fare i manager. Chi insegna a gestire le persone, ad entrare in banca a farsi un debito, a farsi consegnare le materie da un fornitore, a gestire il fisco, i clienti esigenti e spesso arroganti, ad imparare dalla storia, dalla concorrenza, ad avere orgogliosamente dei Maestri (non necessariamente i genitori) …? Non molti mi pare, anzi l’aspetto demotivante è molto forte.
Due terzi delle imprese familiari italiane non passano alla seconda generazione e solo il 9% alla terza. I motivi li conosciamo tutti e il nostro studio ci lavora da oltre 40 anni, insieme, cercando di salvare le imprese, ma, contemporaneamente, di salvare le famiglie, spesso distrutte da conflitti che, sovente, nascono per motivi economici, per le fatiche, per le solitudini, per il non stare insieme.
La strada è quella di una “pedagogia” rivolta all’imprenditore, il nuovo, ma anche il vecchio, che riscopra la passione, l’amore per la “creazione”, per le sfide difficili, non impossibili, per la cultura del prodotto e per la propria terra, in una logica di multiculturalità e multidisciplinarietà. Redazione a cura di Olab&Partners. Foto selezionate da Olab&Partners #olabnetwork


