Le Tenute del Leone Alato, partner di Ambasciatori del Gusto, portano i vini di Duemani al Luogo di Aimo e Nadia
Lo scorso 28 settembre, la cucina del Luogo di Aimo e Nadia, con gli Ambasciatori del Gusto Alessandro Negrini e Fabio Pisani, ha incontrato i vini di Duemani, cantina biodinamica toscana entrata a far parte de Le Tenute del Leone Alato. Un appuntamento dedicato ai professionisti del settore, guidato da Filippo Bartolotta e nato dalla collaborazione con l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, di cui Le Tenute del Leone Alato sono partner.
Duemani, una storia nata sulla Costa Toscana
Nata nel Duemila tra Riparbella e Castellina Marittima, in un’area della Costa Toscana allora ancora poco esplorata dal punto di vista vitivinicolo, Duemani ha scelto fin dalle origini la conduzione biologica e biodinamica.
Terreni argillosi e sassosi e condizioni ambientali complesse hanno portato la cantina a sviluppare nel tempo un proprio equilibrio, con una produzione orientata a vini puliti, espressivi e precisi. Un percorso nel quale la biodinamica guida le scelte dell’uomo, dalla gestione della vigna ai materiali e alle tecniche di vinificazione.
Il confronto tra annate per leggere il territorio
La degustazione ha proposto un percorso attraverso diverse etichette e annate, offrendo agli ospiti l’opportunità di approfondire l’evoluzione dei vini e il rapporto con le condizioni delle singole vendemmie.
Tra i vini presenti al pranzo figuravano Si 2025, G.Punto 2023, Suisassi 2023 e 2016, Cifra 2024, Altrovino 2023, Duemani 2022 e Duemani 2010, insieme a Duemani Vènti, etichetta che celebra i vent’anni dalla fondazione della cantina.
Il confronto tra le diverse annate ha permesso di osservare ciò che cambia nel tempo e ciò che rimane riconoscibile nella produzione, mettendo al centro il legame tra vino, territorio e filosofia produttiva.
Duemani Vènti, il progetto che celebra vent’anni di cantina
Tra le etichette presentate anche Duemani Vènti, vino che celebra i vent’anni dalla fondazione della cantina e richiama, già nel nome, i venti che caratterizzano l’ecosistema in cui si trova. La produzione è composta da 1.733 bottiglie numerate di Cabernet Franc, affinato per 18 mesi in barrique di rovere francese.
Un’etichetta che unisce il valore simbolico dell’anniversario alla lettura del contesto naturale in cui nasce il lavoro della cantina.
Le Tenute del Leone Alato: cinque cantine, un impegno per la sostenibilità
Le Tenute del Leone Alato riuniscono cinque cantine distribuite tra Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Piemonte e Toscana, con un impegno rivolto alla valorizzazione dei territori e alla promozione della sostenibilità. Un orientamento che si traduce in pratiche agronomiche attente alla tutela della biodiversità e in processi gestionali orientati alla riduzione dell’impatto ambientale.In questo percorso si inserisce l’obiettivo Net Zero entro il 2040, certificato dalla Science Based Targets initiative (SBTi), a conferma di una strategia che integra la sostenibilità nelle attività del gruppo.
Una degustazione nata in collaborazione con gli Ambasciatori del Gusto
La degustazione nasce dalla collaborazione tra Le Tenute del Leone Alato e Ambasciatori del Gusto, con l’obiettivo di creare un momento di confronto diretto con il mondo professionale e valorizzare il dialogo tra vino, ristorazione e territori.
«Abbiamo scelto di sviluppare questa degustazione insieme agli Ambasciatori del Gusto perché crediamo nella sinergia tra le due realtà e nella possibilità di raccontare insieme nicchie di qualità, territorio e stagionalità».
Durante l’appuntamento, gli ospiti hanno potuto scegliere liberamente quali vini degustare e costruire un percorso personalizzato, approfondendo le diverse espressioni della produzione di Duemani.
«Degustare Duemani significa soprattutto raccontare la sua filosofia quotidiana, fatta di un approccio essenziale e rispettoso alla Terra, basato unicamente su pratiche agricole naturali in vigna e in cantina: nessuna chimica di sintesi né mezzi meccanici invasivi, ma una tutela profonda della pianta e del suolo per far esprimere il frutto nella sua forma più integra. È una cantina capace di creare vini che sono espressione non solo di un territorio unico, ma anche della creatività e dell’interpretazione autentica dell’uomo», spiega Tamara Maccherini, Head of Sales and Marketing de Le Tenute del Leone Alato.
Hommage à Gaston Burtin: la Champagne al Luogo di Aimo e Nadia
Nel corso della mattinata sono stati degustati anche gli Champagne di Hommage à Gaston Burtin, progetto dedicato alla figura del fondatore della Maison, nata nel 1933. La selezione si basa su un patrimonio potenziale di circa 600 ettari e si concentra su circa 90 ettari, con particolare attenzione alla qualità delle vigne e al rapporto con i vigneron.
Nato inizialmente come tributo privato, il progetto è oggi rivolto a un pubblico più ampio ed è distribuito in Italia da Le Tenute del Leone Alato, che ne ha avviato il percorso sul mercato nel 2023.
Il vino incontra la cucina
A completare l’appuntamento, la cucina di Alessandro Negrini e Fabio Pisani ha proposto riso Carnaroli con zucchine alla scapece e fiori di zucca, polvere di barbabietola e rosa essiccata.
Il pranzo ha messo così in relazione le diverse espressioni de Le Tenute del Leone Alato con la cucina del Luogo di Aimo e Nadia, in un incontro rivolto al mondo professionale e dedicato alla conoscenza diretta di produttori, vini e territori.


