"Il Bello del Selvatico”: gli Ambasciatori del Gusto promuovono una cultura gastronomica sostenibile e consapevole

“Il Bello del Selvatico”: gli Ambasciatori del Gusto promuovono una cultura gastronomica sostenibile e consapevole

A Cavalese (TN), il 18 e 19 maggio, agricoltori, produttori, cacciatori, veterinari, chef, giornalisti e istituzioni si sono riuniti in una tavola rotonda per ridisegnare i confini di un
tema complesso, tra gestione del territorio, etica, sostenibilità e cultura gastronomica.

Il tema del “selvatico” oggi in Italia registra molteplici criticità, dovute perlopiù al mancato dialogo dei vari attori del comparto. Discuterne, oggi, significa accettare un terreno fatto di interrogativi complessi. In pieno spirito di comunità e con la visione che contraddistingue l’Associazione, gli Ambasciatori del Gusto hanno deciso di affrontare questo tema, non per trovare risposte immediate, ma accogliere un insieme di dubbi che, nel tempo, guideranno verso una nuova sensibilità. L’obiettivo è scardinare i vecchi luoghi comuni per superare una visione parziale e spesso distante dalla realtà.
Durante l’incontro, promosso e sostenuto dal Presidente degli Ambasciatori del Gusto Alessandro Gilmozzi e dalla sua famiglia, a cui hanno partecipato i rappresentanti della filiera, giornalisti, Enti e Istituzioni, sono emersi dati significativi sulla gestione delle risorse, partendo da un paradosso nazionale: il 90% della selvaggina consumata in Italia proviene dall’estero e una grande quantità di cacciagione edibile nostrana viene sprecata. La causa, principale, risiede nella mancanza di una filiera certificata e diffusa, indispensabile per garantire tracciabilità, sicurezza e sostenibilità economica.
L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto già da alcuni anni è attiva e collabora con la filiera per superare queste criticità, nell’intento di creare una norma per una regolamentazione. L’idea, come già avvenuto analogamente per altre tematiche, è quella di convogliare e condividere le buone pratiche già attive in varie Regioni d’Italia, stimolare una riflessione comune utile a redigere una proposta per il Legislatore, in modo che venga adottata su scala nazionale. Una necessaria riflessione sulla necessità di costruire una filiera italiana tracciata, garantita e valorizzata, capace di trasformare una risorsa del territorio in opportunità culturale, gastronomica ed economica.
Il confronto tra produttori, territori e istituzioni, ha permesso di fotografare la situazione attuale, stimolando i partecipanti a diventare promotori nei rispettivi territori delle buone pratiche come concrete soluzioni che recherebbero vantaggi economici, di sostenibilità e
ambientali. Ciò permetterebbe di superare l’approvvigionamento dall’estero, considerata l’abbondanza nei territori italiani; il fenomeno del bracconaggio e il mercato sommerso che ne deriva.
Un’azione sinergica che punta a sensibilizzare i media e l’opinione pubblica, attraverso cui aprire un dialogo con la politica nazionale.
Occorre dare l’esempio. Per questo, durante la due giorni, gli Ambasciatori del Gusto Alessandro Gilmozzi (padrone di casa), Cesare Battisti, Alessandro Bellingeri, Alessandro Gavagna, Alberto Gipponi, Antonio Lepore, Fabrizio Molteni, Valerio Serino, Matteo Sormani e Michele Talarico, con anche la chef Maria Grazia Soncini, hanno partecipato al confronto tecnico-istituzionale e dato vita a due speciali eventi, in cui la carne di selvaggina, attraverso oltre 20 portate in abbinamento con birra e vino, è stata celebrata e reinterpretata in chiave moderna e innovativa, con tecniche che hanno permesso di esaltarne il gusto, rispettando la stagionalità e preservandone valori nutrizionali e caratteristiche generali.

“Serve l’aiuto di tutti, bisogna unire le forze perché da soli non riusciamo a penetrare la sensibilità delle istituzioni. In fondo è nello stesso DNA della nostra associazione una
capacità di creare comunità estese via via sull’intero territorio, così da riuscire a raggiungere più facilmente gli obiettivi che ci prefiggiamo. Abbiamo pensato a questa
mobilitazione per ottenere una disciplina sul selvatico perché coerente con valori quali la sostenibilità e la promozione della qualità e della cultura della cucina italiana. Una filiera regolata significa non solo eccellenza di prodotto, ma anche garanzia di salubrità per il
consumatore e leva economica importante per i territori». Il sogno sarebbe una normativa nazionale in materia, «ovvero una legge quadro che, considerati i tempi, però possiamo sperare di ottenere nella prossima legislatura. Intanto, l’importante è il risultato, quindi va bene anche l’adozione di singole norme regionali, purché si ottenga alla fine una disciplina armonizzata sui territori” sostiene Gianluca De Cristofaro Socio Onorario Ambasciatore del Gusto.
“Affrontiamo questa sfida sapendo di avere ragioni forti, mobilitando i nostri associati e spingendoli come sempre a fare rete sui territori. Vogliamo poter proporre ai nostri
commensali una selvaggina italiana, tracciata, sana, buona, che derivi da una filiera garantita. Oggi spesso siamo costretti a “fare la spesa” all’estero, il che non ha alcun senso. Unendo gli sforzi degli Ambasciatori del Gusto che già collaborano con le istituzioni, pensiamo di poter raggiungere un risultato importate per la nostra cucina, già arrivano segnali importanti dal Trentino-Alto Adige, oltre che dall’Emilia-Romagna – che è un modello di riferimento – e dal Piemonte che qualcosa ha fatto. Garantiremo un valore aggiunto all’intero comparto. Siamo partiti l’anno scorso, eravamo dieci amici al bar,
davanti a un tavolo, mangiando ovviamente selvaggina tracciata. Oggi si è creato un bel movimento tra chef, tecnici e istituzioni, il lavoro sarà ancora lungo e difficile, ma siamo fiduciosi” afferma Alessandro Gilmozzi il Presidente dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto.
L’Associazione continua a dimostrare quanto sia importante fare rete per promuovere la cultura della cucina italiana contemporanea, responsabile e profondamente legata alle proprie radici.


10 anni di Ambasciatori Del Gusto: visione, identità e futuro della cucina italiana un anniversario che guarda avanti

10 anni di Ambasciatori Del Gusto: visione, identità e futuro della cucina italiana un anniversario che guarda avanti

Nel 2026 l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto celebra il traguardo dei suoi primi dieci anni di attività. Un anniversario importante che non rappresenta soltanto una ricorrenza simbolica, ma anche l’occasione per riflettere sul percorso compiuto e sulle nuove sfide che attendono il mondo della gastronomia italiana.
Per celebrare questo momento speciale è stata scelta Trieste, città profondamente legata al concetto di incontro, scambio e dialogo tra culture differenti. Un luogo che incarna perfettamente l’identità dell’associazione: italiana nelle radici, internazionale nella visione, contemporanea nella capacità di creare connessioni e generare valore attraverso il confronto.
Dieci anni di crescita e progettualità Fondata nel 2016, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto si è affermata negli anni come una realtà autorevole e dinamica, capace di riunire professionisti della ristorazione, dell’accoglienza e della filiera agroalimentare italiana attorno a una visione condivisa.
In questo primo decennio, l’associazione ha promosso attività culturali, iniziative formative e progetti di valorizzazione del patrimonio gastronomico italiano, contribuendo a rafforzare il ruolo della cucina come espressione identitaria del Paese. Non soltanto tradizione, ma anche innovazione, sostenibilità e attenzione verso le nuove generazioni: elementi che
hanno permesso ad Ambasciatori del Gusto di diventare un vero laboratorio permanente di idee.
Il valore dell’associazione risiede proprio nella capacità di mettere in relazione il territorio con il mondo, il passato con il futuro, il sapere artigianale con la sperimentazione contemporanea. Una comunità professionale che negli anni ha saputo interpretare i
cambiamenti del settore senza perdere il legame con le proprie origini.

“Futura 2026”: il gusto italiano come responsabilità condivisa
Futura 2026 non è soltanto una celebrazione, ma un momento di riflessione collettiva sul significato del gusto italiano oggi e domani. Raccontare la cucina italiana significa preservarne le radici culturali, attraversarne i confini geografici e costruire nuove prospettive attraverso visione, dialogo e condivisione.
In un’epoca di trasformazioni profonde, Ambasciatori del Gusto conferma così il proprio ruolo di interprete di una cultura gastronomica viva, capace di evolversi senza smarrire autenticità e identità.

“TRIA – Fiamma d’Unione”: il simbolo di una comunità
Tra i momenti più significativi delle celebrazioni vi è stato il conferimento di un premio speciale ai fondatori dell’associazione, accompagnato da un manufatto dal forte valore simbolico: “TRIA – Fiamma d’Unione”.

L’opera nasce da una reinterpretazione del logo degli Ambasciatori del Gusto, composto da tre figure stilizzate che, nella scultura, si fondono in un’unica forma dinamica e ascensionale. Le tre presenze si intrecciano infatti in un movimento verticale che richiama la fiamma, elemento centrale nella tradizione gastronomica e simbolo universale di energia, trasformazione e condivisione.
Alla base dell’opera emergono incisioni e tagli essenziali che evocano gli strumenti della tavola — cucchiaio, forchetta e coltello — non come richiamo a una singola professione, ma come rappresentazione universale del gesto del nutrire e del lavoro quotidiano legato al cibo. Allo stesso tempo, l’intreccio delle forme può ricordare un pane lavorato a tre capi, simbolo di artigianalità, cultura alimentare e condivisione, capace di includere
idealmente tutte le anime dell’associazione: dalla cucina alla panificazione, dalla ristorazione al mondo della pizza.
L’intera scultura rappresenta così un’idea di unione, collaborazione e continuità nel tempo, valori che hanno accompagnato il percorso dell’associazione fin dalla sua
fondazione.

Un’opera che trasforma la fragilità in unicità
Il manufatto racconta anche una storia profondamente legata al territorio e alla capacità di trasformare le difficoltà in valore. Il modello originale è stato progettato e scolpito a mano in cirmolo, legno scelto per la sua precisione e lavorabilità, per poi essere riprodotto
attraverso lavorazione CNC.
Le cinquanta copie definitive sono invece realizzate in Blu di Fiemme, un legno locale caratterizzato dalle particolari venature blu provocate dall’infestazione del bostrico dopo la tempesta Vaia del 2018. Un materiale spesso considerato secondario che, attraverso questa opera, viene reinterpretato come elemento distintivo e identitario.
Ogni scultura presenta venature e sfumature differenti, rendendo ogni esemplare unico e irripetibile: una metafora perfetta della comunità degli Ambasciatori del Gusto, composta da professionalità diverse ma unite da una stessa visione.
Anche gli elementi metallici inseriti nell’opera — previsti in bronzo e pensati come dettagli modulari destinati a evolversi nel tempo — rafforzano il concetto di continuità e trasformazione. La scultura mantiene infatti una base identitaria stabile, aperta però a nuove interpretazioni future, proprio come l’associazione che rappresenta.
Costruire il futuro attraverso il bene comune Il pensiero che accompagna il premio conferito ai fondatori richiama il tema del destino come risultato delle scelte e delle azioni di ciascuno. “Siamo padroni del nostro destino”: un messaggio che sottolinea come ogni speranza per il futuro nasca dalla volontà concreta di costruirlo attraverso il bene, la fiducia e la comprensione reciproca.
Nel corso di questi dieci anni, Ambasciatori del Gusto ha dimostrato come la cucina possa diventare molto più di un’esperienza gastronomica: un linguaggio universale capace di unire persone, territori e culture differenti.
Il valore più autentico di questo anniversario risiede proprio nella capacità di aver trasformato una visione condivisa in una comunità viva, capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. Una storia costruita non soltanto per chi vive oggi il mondo della ristorazione italiana, ma anche per coloro che ne raccoglieranno l’eredità domani.


ALBITE CONFERENCE - 1ST EDITION: la gastronomia come linguaggio di identità e il ruolo dell'Associazione Italiana Ambasciatori Del Gusto.

ALBITE CONFERENCE – 1ST EDITION: la gastronomia come linguaggio di identità e il ruolo dell’Associazione Italiana Ambasciatori Del Gusto.

L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto è stata invitata a partecipare alla prima edizione di Albite Conference, promossa da Albchef, come modello di riferimento nel panorama internazionale per la capacità di aver costruito un modello organico di promozione e valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano attraverso formazione, rete professionale e gastrodiplomazia.

L’evento, tenutosi il 20 e 21 aprile 2026 a Tirana, ha riunito chef, istituzioni e protagonisti internazionali del settore gastronomico, tra cui Erik Wolf e Alessandro Gilmozzi, insieme a numerosi esperti e operatori del comparto. I panel sono stati moderati da personalità di spicco del mondo televisivo, giornalistico e scrittori di chiara fama: Alban Dudushi, Enkel Demi, Ilda Lumani e Alba Xhani, favorendo un confronto ampio sul ruolo strategico della gastronomia nei processi culturali ed economici globali.

In tale contesto, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha condiviso la propria esperienza come realtà capace di trasformare la cultura della cucina italiana in uno strumento organizzato e articolato di diplomazia. Con una visione globale, l’approccio integrato multidisciplinare e il dialogo strutturato con Enti e Istituzioni, attraverso la rete e il soft power dei propri Associati, l’Associazione promuove da anni un approccio sistemico fondato su qualità, formazione, tutela delle competenze e valorizzazione dei territori, contribuendo a definire un modello riconosciuto di gastrodiplomazia applicata alla promozione del Paese.

Il contributo dell’Associazione si è concentrato sul valore della cucina come linguaggio universale e strumento di relazione tra sistemi: Paese, istituzioni e comunità. È emersa con chiarezza una visione della gastronomia che supera il semplice ambito culinario, diventando leva strategica di identità, sviluppo e posizionamento internazionale.

Particolarmente significativo il confronto dedicato a “Food, Identity, Standards and Global Connection”, moderato dalla giornalista Alba Xhani, con la partecipazione di figure di rilievo del mondo istituzionale e accademico: Alessandro Gilmozzi, Presidente degli Ambasciatori del Gusto; Megi Fino, Viceministro presso il Ministero per l’Europa e gli Affari Esteri; Gladiola Dona, fondatrice dell’Accademia di Ospitalità e Turismo in Albania; Dhurata Thanasi, Consulente Senior presso la FAO e Johanna Mendelson Forman, professoressa presso l’Università Americana di Washington.

Il dibattito ha approfondito il ruolo del cibo come espressione di identità culturale, la costruzione degli standard in gastronomia e la capacità della cucina di fungere da ponte tra Paesi e società diverse. In questo quadro, il contributo degli Ambasciatori del Gusto ha evidenziato l’importanza di un sistema condiviso, illustrando i risultati di progettualità con alla base governance condivisa, sincronizzazione degli obiettivi, raccordo territoriale, sostegno alle filiere.

La partecipazione si è tradotta anche in un’importante occasione di dialogo istituzionale e apertura a collaborazioni internazionali, fondate su una visione comune della gastronomia come strumento di crescita culturale, economica e territoriale.

L’esperienza si è arricchita inoltre di momenti di confronto diretto con la cucina albanese e i suoi interpreti, favorendo la nascita di nuove relazioni professionali e umane e la condivisione di prospettive sul futuro della gastronomia.

Albite Conference ha così confermato il ruolo centrale della gastronomia come linguaggio globale e strumento di connessione tra culture. In questo scenario, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto si è distinta come punto di riferimento nella costruzione di un modello di gastrodiplomazia capace di unire identità, qualità e relazioni internazionali.


Radici, Confini, Visioni: Futura 2026 racconta il futuro della cucina italiana

Radici, Confini, Visioni: Futura 2026 racconta il futuro della cucina italiana

Dal 23 al 25 marzo 2026, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha fatto da cornice al Convegno Internazionale dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, un appuntamento di rilievo che ha celebrato il decennale dell’organizzazione. FUTURA 2026, ha tracciato un bilancio di dieci anni di crescita strategica, delineando al contempo le traiettorie per le sfide future in un costante equilibrio tra eredità culturale e innovazione.

Il territorio ha rappresentato un asset strategico, confermandosi partner d’eccellenza, offrendo un ecosistema di stimoli culturali e produttivi. Il programma ha integrato sessioni istituzionali — quali l’Assemblea dei Soci e il Convegno — con itinerari tecnici e visite culturali presso luoghi simbolo del territorio, consolidando il legame tra l’Associazione, le realtà produttive e la cultura locale.

L’apertura dei lavori è stata dedicata all’Assemblea Annuale, momento culminante per la governance associativa che ha registrato l’ingresso di 28 Associati e 7 Partner, a testimonianza della vitalità e del crescente consolidamento della rete, rafforzando la condivisione di una visione comune verso obiettivi di lungo termine.

A seguire il momento conviviale, che ha reso omaggio al territorio, con i suoi prodotti di qualità abilmente elaborati dagli Associati locali. La serata ha rappresentato l’occasione strategica di incontro, conoscenza e confronto tra associati, partner e istituzioni, stampa e professionisti della filiera. Contemporaneamente è stato realizzato anche un focus “lievitisti”, cui hanno partecipato gli associati del comparto, le istituzioni e la stampa, che ha esplorato e approfondito le dinamiche del settore realizzando spunti e proposte anche in chiave legislativa.

La seconda giornata, iniziata con la visita e la scoperta di Trieste, scelta come sede principale dell’evento, ha sottolineato il valore della città quale crocevia multiculturale, specchio di un’identità gastronomica fondata sul dialogo.

Il convegno internazionale, cuore dell’evento, che ha celebrato i 10 anni dalla fondazione, è stato alimentato dalla partecipazione di figure di primo piano, tra cui il Direttore Generale Aggiunto della FAO Maurizio Martina, il Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, l’attore e gastronomo Stanley Tucci, il Direttore dell’Associazione Gianluca De Cristofaro, affiancati dagli associati fondatori e professionisti di spicco quali Cesare Battisti, Carlo Cracco, Antonia Klugmann e il Presidente Alessandro Gilmozzi.

Di particolare rilievo è stato il coinvolgimento attivo di oltre 150 studenti degli istituti alberghieri, confermando l’impegno dell’Associazione verso il ricambio generazionale e la formazione professionale.

Il tema portante del congresso – Radici, Confini, Visioni – ha esplorato il ruolo della cucina italiana contemporanea attraverso tre direttrici: dalle radici culturali e identitarie, ai confini intesi come spazi di incontro e contaminazione, fino alle visioni future legate a sostenibilità, evoluzione professionale e responsabilità sociale e culturale.

Tra i momenti più rilevanti, l’ingresso di Stanley Tucci nell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, con il conferimento del titolo di Ambasciatore del Gusto Benemerito, che ha suggellato il suo ruolo di promotore globale della cultura gastronomica italiana.

La Cena di Gala, momento di celebrazione e condivisione, ha rappresentato anche l’occasione per conferire un premio, come giusto riconoscimento ai Soci Fondatori per il loro fondamentale ruolo e per il contributo pionieristico.

La terza giornata si è sviluppata con l’approfondimento della cultura del caffè, in collaborazione con il partner ESSSE Caffè, rendendo omaggio alla tradizione triestina attraverso un percorso tecnico-sensoriale.

FUTURA 2026 è il risultato di una sinergia efficace tra istituzioni, partner tecnici e aziende produttrici. L’evento si conferma luogo d’incontro e spazio di confronto, una piattaforma progettuale utile ad interpretare l’evoluzione della cultura gastronomica italiana in un’ottica di cooperazione e internazionalizzazione.


AdG e Milano Cortina 2026: 400 studenti protagonisti di un percorso formativo d'eccellenza

AdG e Milano Cortina 2026: 400 studenti protagonisti di un percorso formativo d’eccellenza

Si è concluso con grande partecipazione il progetto promosso dall’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, un’iniziativa di respiro internazionale che ha unito cucina di qualità, territori, formazione e cultura gastronomica, ponendo al centro le nuove generazioni.

Il percorso ha coinvolto 400 studenti provenienti da 10 Istituti Alberghieri del Trentino, protagonisti di un programma formativo altamente professionalizzante realizzato a fianco di alcuni tra i più autorevoli professionisti italiani della ristorazione e dell’accoglienza. Fondamentale il contributo dei partner territoriali, tra cui Trentino Marketing, Nordic Ski WM Val di Fiemme, APT Val di Fiemme e Cembra e Dolomiti Superski, che hanno sostenuto il progetto rafforzando il legame tra formazione, sport e identità locale.

L’iniziativa è nata con l’obiettivo di trasmettere ai giovani il valore della tradizione gastronomica italiana, integrandola con i principi di sostenibilità, corretta alimentazione e valorizzazione del territorio. In un contesto di grande visibilità internazionale come quello olimpico, la formazione alberghiera si è trasformata in uno strumento di racconto culturale capace di dialogare con un pubblico globale e di promuovere la cucina italiana come espressione educativa e sociale.

Il programma si è articolato in dieci eventi, ciascuno affidato a un Ambasciatore del Gusto, che ha guidato gli studenti nella progettazione e realizzazione di cene di gala dedicate a ospiti istituzionali, stampa e atleti. Un calendario di appuntamenti che ha offerto ai partecipanti un’esperienza concreta e immersiva, contribuendo a rafforzare competenze tecniche e consapevolezza professionale.

Protagonisti del progetto sono stati Alessandro Pipero con Ciro Scamardella, Luca Zotti, Alessandro Bellingeri, Tina Marcelli, Gianfranco Pascucci, Nicola Dinato, Ettore Bocchia, Sara Bertocchi, Klaus Palumbo e Alessandro Gilmozzi, che hanno accompagnato gli studenti in un percorso di crescita tecnica, culturale e umana.

Ogni appuntamento si è sviluppato in due momenti distinti: una prima giornata dedicata alla formazione tecnica presso gli Istituti Alberghieri, con lo sviluppo dei menù e l’approfondimento delle tecniche di lavorazione, e una seconda giornata presso sedi olimpiche, durante la quale gli studenti hanno affiancato gli chef nella preparazione e nel servizio di menù degustazione.

Il progetto ha coinvolto l’intero tessuto scolastico del territorio, con la partecipazione degli Istituti Alberghieri di Tione, Rovereto, Riva del Garda, Ossana, Levico Terme, Tesero e Primiero, realtà formative strategiche per la crescita del settore dell’ospitalità e della ristorazione.

«Le Olimpiadi in Italia hanno rappresentato un’opportunità straordinaria per raccontare la cucina italiana di qualità e il Made in Italy attraverso i giovani, rendendoli protagonisti su un palcoscenico internazionale», ha dichiarato Alessandro Gilmozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto. «Con questo progetto abbiamo contribuito a una narrazione culturale capace di unire sport, identità e futuro».

Attraverso questa iniziativa, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto conferma il proprio impegno nel favorire la crescita delle nuove generazioni e nella diffusione della cultura gastronomica italiana, valorizzando un evento di portata mondiale come occasione per promuovere qualità, professionalità e tradizione del nostro Paese.


Giornata dei Partner 2025

Giornata dei Partner 2025

Si è svolta lo scorso 4 dicembre, presso il Grand Hotel Villa Torretta, la Giornata Partner dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, appuntamento annuale dedicato al confronto diretto con le realtà che affiancano l’associazione nel suo percorso di valorizzazione e diffusione dell’eccellenza gastronomica italiana.

Una cornice simbolo di identità e accoglienza

La cornice storica del Grand Hotel Villa Torretta ha ospitato una giornata di bilancio, visione e condivisione, rafforzando il dialogo tra l’associazione e i suoi partner strategici.

“Accogliere la Giornata Partner degli Ambasciatori del Gusto al Grand Hotel Villa Torretta ha rappresentato per noi un motivo di grande orgoglio,” ha dichiarato Valeria Albertini, Direttore Generale di GDF Hotel. “Questo luogo, ricco di storia e identità, incarna perfettamente i valori di autenticità, cultura e bellezza che condividiamo con ADG.
Ospitare qui questo appuntamento ha significato rinnovare il nostro impegno a favore dell’eccellenza italiana.”

Bilancio dell’anno e ruolo strategico dei Partner

La giornata si è aperta con un’analisi dell’andamento dell’ultimo anno associativo, con un focus particolare sulle attività sviluppate insieme ai Partner ADG, riconosciuti come un pilastro fondamentale nella realizzazione dei progetti di promozione culturale, formazione e divulgazione legati al mondo della cucina italiana.
Durante l’incontro è stato dato il benvenuto ufficiale ai nuovi Partner entrati a far parte della rete ADG nel corso del 2025, ampliando il sistema di competenze, collaborazioni e sinergie che negli anni ha contribuito al consolidamento dell’associazione.

Il valore del confronto: le parole del Presidente Alessandro Gilmozzi

“È una delle giornate più importanti dell’anno per rafforzare i rapporti e confrontarsi,” ha commentato Alessandro Gilmozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto. “È proprio in questi momenti che nascono nuovi stimoli: progetti che a volte ti sfiorano soltanto e che poi diventano realtà straordinarie. Attraverso il confronto tra i partner e con il supporto di ADG, anno dopo anno si rafforzano la fiducia e il rispetto, non solo tra noi, ma anche nei confronti della cucina italiana.”

Uno sguardo al futuro: i progetti per il 2026

Ampio spazio è stato dedicato al dialogo sulle prospettive future, con una sessione di lavoro orientata alla progettazione e definizione delle iniziative previste per il 2026. Un momento di ascolto e co-creazione che ha confermato l’approccio partecipativo dell’associazione e la volontà di costruire percorsi condivisi a beneficio dell’intero comparto agroalimentare e gastronomico italiano.
La Giornata Partner 2025 si è confermata un appuntamento centrale per approfondire i risultati raggiunti, rafforzare le relazioni e tracciare insieme il prossimo futuro dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto.


Gli Ambasciatori del Gusto protagonisti della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo 2025

Si è svolta nel mese di novembre la decima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, la rassegna tematica annuale promossa dalla rete di Ambasciate, Consolati, Istituti Italiani di Cultura e Uffici ICE con l’obiettivo di valorizzare la cultura enogastronomica italiana e i prodotti agroalimentari di qualità sui mercati internazionali. Anche nel 2025 l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha confermato il proprio ruolo di riferimento all’interno dell’iniziativa, coordinando la partecipazione di numerosi associati in diversi Paesi tra Africa, Medio Oriente ed Europa.

Nel corso dei suoi primi dieci anni di presenza alla manifestazione, l’Associazione ha promosso e realizzato iniziative in oltre 50 Paesi e più di 60 città nel mondo, contribuendo alla diffusione della cultura enogastronomica italiana attraverso masterclass, cene di rappresentanza, eventi di degustazione e attività dedicate alla valorizzazione della cucina italiana di qualità.

Anche l’edizione 2025 ha visto gli Ambasciatori del Gusto protagonisti di un articolato programma di appuntamenti istituzionali, formativi e divulgativi, con il coinvolgimento di scuole alberghiere, professionisti del settore, istituzioni locali, stakeholder e pubblico internazionale, in un costante dialogo tra tradizione e innovazione.

Ad Algeri, in Algeria, Giorgio Scarselli è stato impegnato in una settimana di attività dedicate alla tradizione campana e alla cultura della pizza, tra masterclass per studenti, showcooking e incontri istituzionali. In Azerbaigian, i Fratelli Cerea hanno partecipato alla decima edizione della manifestazione con una serie di eventi di alto profilo rivolti ad autorità, media e stakeholder culturali.

In Africa orientale, Giorgio Trovato ha preso parte a due missioni: in Etiopia, dove ha guidato attività formative rivolte a studenti e professionisti dell’ospitalità, e in Uganda, dove è stato protagonista di masterclass, eventi fieristici e cene di rappresentanza. In Kenya, Vincenzo Butticè ha condotto un programma di formazione rivolto a chef e operatori del settore, culminato in una cena di gala conclusiva.

Nel Mediterraneo e nel Golfo, Claudio Chinali ha animato a Beirut un calendario di appuntamenti tra formazione, incontri istituzionali e momenti di confronto con influencer e operatori della comunicazione, mentre Vincenzo Florio è stato impegnato a Muscat con una serie di serate tematiche dedicate alla pizza e ai lievitati italiani, affiancate da attività esperienziali sul territorio.

In Europa, Gisella Vandoni ha preso parte ad Amsterdam a un evento culturale e gastronomico dedicato al tartufo come eccellenza italiana, mentre Luigi Poddi ha promosso a Chelyabinsk un vero e proprio festival della cucina italiana, coinvolgendo istituzioni culturali, università e pubblico locale in un programma articolato su più giornate.

L’edizione 2025 si è contraddistinta per l’ampia copertura geografica, per la forte integrazione tra formazione, promozione prodotto e relazioni istituzionali e per il coinvolgimento diretto di partner della filiera agroalimentare italiana. Le attività hanno contribuito a rafforzare la visibilità internazionale della cucina italiana di qualità e a consolidare il ruolo degli Ambasciatori del Gusto come interlocutori di riferimento nei contesti diplomatici e culturali di alto livello.


THE FORK AWARDS 2025: il percorso dei giovani talenti della cucina italiana

THE FORK AWARDS 2025: il percorso dei giovani talenti della cucina italiana

Durante i The Fork Awards 2025, sono stati individuati i nuovi protagonisti della ristorazione italiana: giovani chef e professionisti che rappresentano il futuro della cucina del nostro Paese.

In questa occasione, l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha conferito il riconoscimento “New Generation”, dedicato a chi, attraverso talento, visione e impegno quotidiano, contribuisce a innovare la tradizione gastronomica italiana.

I vincitori di questa edizione sono:

  • Luca Adobati – Ristorante Casa Romano di Alzano Lombardo (BG)
  • Emanuele Strigaro – Heart Ristorante di Crotone
  • Alessandro Musso e Pierclaudio Ruta – Ristorante Pensiero di Modica (RG)

Un percorso fatto di incontri, condivisione e crescita professionale, in cui il confronto con colleghi e maestri del settore si è trasformato in un’esperienza di valore umano e culturale.

Con questa iniziativa, Ambasciatori del Gusto rinnova il proprio impegno nel sostenere le nuove generazioni della ristorazione, promuovendo percorsi di formazione, dialogo e mentorship tra giovani talenti e figure di riferimento del settore.


HOSTMILANO 2025: L'Associazione Italiana Ambasciatori Del Gusto tra i protagonisti della manifestazione, in piena sinergia con enti e istituzioni.

HOSTMILANO 2025: L’Associazione Italiana Ambasciatori Del Gusto tra i protagonisti della manifestazione, in piena sinergia con enti e istituzioni.

HostMilano 2025: l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto tra i protagonisti della manifestazione, in piena sinergia con Enti e Istituzioni.

Durante l’inaugurazione di HostMilano 2025, gli interventi degli Ambasciatori del Gusto Andrea Berton e Maddalena Fossati Dondero, insieme al prof. Matteo O. Ingaramo, Professore Associato al Politecnico di Milano – Scuola del Design, hanno offerto un significativo momento di confronto sull’evoluzione della ristorazione e sul valore del Made in Italy.

«L’ospitalità del futuro è autenticità: avvicinare le persone alla ristorazione e valorizzare il cibo attraverso idee nuove e innovazione. Tutto evolve, anche la cucina deve farlo, mantenendo sempre alta la qualità e la connessione con chi la vive», ha dichiarato Andrea Berton.

All’incontro hanno preso parte il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Presidente della Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, il Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del MAECI Mauro Battocchi, il Direttore Centrale per i settori dell’export dell’Agenzia ICE Maurizio Forte e il Vice Direttore Generale di Fiera Milano Roberto Foresti.

L’appuntamento ha rappresentato un’importante occasione di riflessione sul futuro del settore, tra innovazione, qualità delle materie prime e tecnologie di nuova generazione.

Un dialogo tra voci autorevoli e complementari per valorizzare il “dietro le quinte” della cucina italiana e rafforzare la sinergia tra Ambasciatori del Gusto e Fiera Milano, nel segno della cultura enogastronomica e dell’ospitalità, eccellenze riconosciute del nostro Paese.

La missione dell’Associazione continua nel solco dei rapporti Istituzionali per favorire al meglio lo sviluppo del settore.


ASSICA – Associazione Italiana Ambasciatori Del Gusto: al via il secondo anno del progetto "i futuri chef a scuola di salumi"

ASSICA – Associazione Italiana Ambasciatori Del Gusto: al via il secondo anno del progetto “i futuri chef a scuola di salumi”

Milano – È ripartito da Como, dal ‘CFP Beretta’, il secondo anno del progetto di formazione che porta nelle scuole alberghiere italiane la cultura dell’eccellenza agroalimentare europea. L’iniziativa è promossa da Assica, in collaborazione con l’Associazione italiana Ambasciatori del gusto, nell’ambito della campagna europea ‘Trust Your Taste, Choose European Quality’. La prima tappa ha visto la partecipazione di Massimo Malnerich, agente vigilatore di Salumitalia – Consorzi Indicazione Geografica, e dell’Ambasciatore del Gusto Federico Beretta che ha preparato la ricetta ‘Canederlo di polenta, speck e tè affumicato’.

Il progetto, partito nel 2024, prevede la formazione di oltre 700 studenti, che hanno così l’opportunità di conoscere da vicino il mondo dei salumi e della carne suina attraverso percorsi formativi che integrano teoria e pratica. L’obiettivo è rafforzare la cultura del prodotto europeo, approfondendo temi fondamentali come tracciabilità, etichettatura, valori nutrizionali e sostenibilità, e offrendo al tempo stesso esperienze immersive con show-cooking e masterclass tenuti dagli Ambasciatori del gusto.

Le prossime tappe toccheranno altre regioni italiane, in un tour del gusto che unisce tradizione e innovazione culinaria. Ogni appuntamento sarà un’occasione unica per gli studenti e le studentesse per scoprire l’eccellenza del Made in Italy, imparando non solo a valorizzare i salumi come ingredienti creativi e sostenibili della cucina contemporanea, ma anche a riconoscere un prodotto di qualità, interpretarne le caratteristiche nutrizionali, comprenderne l’importanza dal punto di vista della sostenibilità ambientale e conoscerne le certificazioni europee come le Dop e le Igp.